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Il Professor Guido Stazi alla Consob: il supertecnico per vigilare sul risiko bancario

15
Luglio 2026
Di Paolo Bozzacchi

Il Professor Guido Stazi arriva alla presidenza della Consob senza il clamore di chi ha costruito la propria carriera nei partiti, ma con il curriculum di chi conosce da oltre 30 anni i corridoi delle autorità indipendenti. Il Consiglio dei ministri lo ha indicato per raccogliere l’eredità di Paolo Savona, al termine di una trattativa che per mesi ha impegnato la maggioranza. La nomina dovrà completare il passaggio parlamentare e quello al Quirinale, ma il nodo politico è sciolto.

Romano, classe 1957, laureato in Giurisprudenza alla Sapienza, Stazi appartiene a quella generazione di funzionari cresciuta nella stagione in cui l’Italia costruiva con fatica e pazienza le proprie istituzioni di regolazione del mercato. Assistente universitario di Politica economica e Scienza delle finanze tra Sapienza e Luiss, ha insegnato Economia e politica della concorrenza all’Università di Siena. Poi ha scelto le Authority: filo conduttore della sua vita professionale. Ha contribuito alla fase iniziale dell’Antitrust, dove ha lavorato dal 1991, prima da funzionario e poi da dirigente. Dal 2005 al 2012 è stato capo di gabinetto dell’Agcom. Nel 2013 è approdato per la prima volta in Consob come segretario generale, incarico mantenuto fino alla fine del 2017. Dal marzo 2022 ricopre lo stesso ruolo all’Autorità garante della concorrenza e del mercato. In altre parole, è la figura disponibile con le più alte qualità tecnico-professionali per guidare un’Istituzione in una fase storica decisiva per il futuro della finanza e dell’economia del credito italiane. Il profilo di Stazi ha tolto d’impaccio la maggioranza nel trovare la quadra politica della nomina.

La Lega aveva a lungo sostenuto il sottosegretario all’Economia Federico Freni, mentre Forza Italia chiedeva una figura tecnica e indipendente. Dopo il passo indietro di Freni, Stazi è diventato il naturale punto di equilibrio: abbastanza interno al sistema da conoscerne le dinamiche, sufficientemente distante dalla politica elettiva da rassicurare chi chiedeva discontinuità rispetto a una nomina di partito. Alla Consob trova un mercato finanziario attraversato dal consolidamento bancario, dalle tensioni intorno alle operazioni su Mediobanca, Mps e Generali e dalla progressiva riduzione delle società quotate a Piazza Affari. Sullo sfondo resta la regolazione della pletora dei nuovi strumenti finanziari legati a doppio filo al mondo digitale: il rapporto sempre più complesso tra tecnologia, potere economico e tutela del risparmio.

Temi sui quali il Professor Stazi ha già scritto e lavorato a lungo. Va precisato che la sua cifra non sembra quella del presidente-professore chiamato a indicare una teoria generale dei mercati. È piuttosto quella del regolatore di professione, abituato a tenere insieme diritto, economia e amministrazione. Dopo mesi di confronto politico, Palazzo Chigi ha scelto un uomo delle istituzioni. Ora toccherà al nuovo Presidente Consob trasformare la conoscenza della macchina in capacità di indirizzo. Non richiesti ma necessari i migliori auguri di buon lavoro.