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Energia, Fitto: «L’autonomia strategica europea passa da investimenti, infrastrutture e scelte coraggiose»

05
Giugno 2026
Di Alessandro Caruso

(Articolo pubblicato su L’Economista, inserto de Il Riformista)
L’energia è diventata uno dei principali fattori che determinano la competitività economica e la sicurezza geopolitica dell’Europa. Le tensioni internazionali, dalla guerra in Ucraina alla crisi in Medio Oriente, hanno riportato al centro una questione che per anni era rimasta sullo sfondo: la dipendenza energetica del continente. È da questa consapevolezza che parte la riflessione di Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea e commissario europeo alle Politiche regionali e di coesione, intervenuto a Lecce a margine del Festival dell’Energia.

Al centro del dibattito c’è la proposta avanzata dalla Commissione per consentire a Stati membri e Regioni di utilizzare con maggiore flessibilità una parte delle risorse della politica di coesione per affrontare gli effetti dell’emergenza energetica. Una proposta che in Italia ha suscitato polemiche ma che Fitto respinge nettamente: «Non c’è nessuna imposizione e non c’è nessuna risorsa che viene spostata da una parte all’altra. C’è semplicemente un’opportunità che viene data per adeguare allo scenario attuale l’utilizzo delle risorse disponibili».

L’obiettivo è permettere a governi e amministrazioni regionali di sostenere famiglie e imprese colpite dall’aumento dei costi energetici, finanziando anche interventi di efficientamento e misure legate agli effetti economici delle tensioni internazionali. Per il commissario europeo si tratta di una naturale evoluzione di programmi definiti nel 2021 e nel 2022, in un contesto radicalmente diverso da quello attuale. «Dobbiamo raggiungere l’obiettivo dell’autonomia strategica europea», spiega. «Serve intervenire nell’immediato per sostenere cittadini e imprese, ma contemporaneamente bisogna mettere in campo investimenti strutturali e scelte di lungo termine».

Proprio gli investimenti rappresentano uno dei punti centrali della strategia europea. Il tema dell’energia, secondo Fitto, non può essere separato da quello delle infrastrutture e della capacità di realizzarle rapidamente. Da qui la necessità di intervenire sui processi autorizzativi che spesso rallentano la realizzazione delle opere strategiche. Pur riconoscendo che molte competenze restano nazionali, regionali e locali, il vicepresidente della Commissione sottolinea come Bruxelles stia lavorando per accelerare le procedure e favorire la semplificazione. In questo quadro richiama l’esperienza della Zona Economica Speciale Unica del Mezzogiorno, che a suo giudizio ha dimostrato come procedure più snelle possano favorire investimenti e sviluppo.

La questione energetica si intreccia inevitabilmente con il ruolo geopolitico dell’Italia. Per Fitto il Mediterraneo è destinato a diventare sempre più centrale nelle strategie europee e il nostro Paese può svolgere una funzione decisiva. «L’Italia è centrale non solo per l’Italia ma per l’Europa», afferma, richiamando il lavoro sviluppato attraverso il Piano Mattei, il programma Global Gateway e le iniziative che rafforzano il rapporto tra Europa e Africa. «L’Italia e il Sud Italia rappresentano il ponte naturale dell’Europa verso l’Africa».

Accanto alle scelte europee, Fitto richiama però anche il tema della capacità di realizzare concretamente le infrastrutture necessarie alla sicurezza energetica. L’esempio è quello del TAP, il gasdotto approdato in Puglia che oggi rappresenta uno degli asset fondamentali per gli approvvigionamenti nazionali. «Ero tra i pochissimi sostenitori del TAP in questa provincia», ricorda. «Oggi siamo tutti sostenitori del TAP, ma quando venne realizzato le contestazioni erano molto forti».

Per il commissario europeo la lezione è chiara: le grandi scelte energetiche richiedono visione e capacità di guardare oltre il consenso immediato. Lo stesso ragionamento vale per il nucleare, tema sul quale invita a superare approcci ideologici. «Oggi paghiamo un gap enorme determinato da scelte fatte decenni fa», osserva. «I prezzi più bassi dell’energia si registrano nei Paesi che hanno costruito il giusto mix tra fonti rinnovabili e nucleare».

Nella visione di Fitto, autonomia strategica, competitività e sicurezza energetica sono ormai parti della stessa sfida. Una sfida che richiede investimenti, infrastrutture e capacità decisionale. Perché, in un contesto internazionale sempre più instabile, la disponibilità di energia non è più soltanto una questione economica, ma una leva decisiva di sovranità e crescita.