Il rischio lo vediamo tutti, una specie di lunga e spossante campagna elettorale di durata indefinita (forse 12, forse 16, forse 18 mesi) fino alle politiche.
Ogni giorno polemicuzze e battibecchi, in una specie di rissa continua e di gioco di puro posizionamento di marketing.
Occorre evitare che le cose vadano così. Il governo (che è il soggetto adulto nella stanza) deve fare la sua parte rendendo più chiara l’agenda dei prossimi due semestri: che intende fare su tasse, sicurezza e immigrazione?
Ma pure l’opposizione, animata da un (prematuro e non necessariamente fondato) entusiasmo, farebbe bene, anziché prenotare incerte caselle ministeriali, a farci sapere qualcosa sul suo programma, qualcosa sullo scioglimento dei nodi che oggettivamente restano aggrovigliati rispetto a molti temi. O da quelle parti si pensa di andare avanti un anno e mezzo al grido di “Meloni venga in Aula a riferire”?





