Politica

L’Unione Europea dopo Orban

13
Maggio 2026
Di Gianni Pittella

La sconfitta di Orban sta aiutando la Unione Europea a muoversi con più coraggio e senza il cappio del potere di veto che il leader ungherese minacciava ed esercitava sui dossier più rilevanti.
E così la UE ha finalmente deciso di sanzionare i coloni israeliani responsabili di violenze contro i palestinesi in Cisgiordania. La misura europea dovrebbe includere il congelamento dei beni e il divieto di ingresso nei paesi dell’Unione nei confronti di sette coloni o organizzazioni di coloni inclusi nell’elenco redatto negli ultimi mesi. Allo stesso tempo, l’Unione ha approvato anche sanzioni contro alti funzionari di Hamas – una mossa volta, tra l’altro, a creare un equilibrio politico interno e a consentire la formazione di un consenso tra gli Stati membri.Una scelta tardiva, forse ancora insufficiente, ma politicamente significativa: per la prima volta Bruxelles supera mesi di paralisi e afferma un principio essenziale, e cioè che la violenza, l’estremismo e la colonizzazione illegale non possono restare senza conseguenze.

Il via libera è arrivato dopo la caduta del veto ungherese che aveva bloccato ogni decisione comune. Le misure prevedono congelamento dei beni e divieti di ingresso nell’UE per individui e organizzazioni legate agli attacchi contro la popolazione palestinese. Restano però fuori, almeno per ora, alcuni esponenti dell’estrema destra israeliana più radicale, mentre non si è trovata l’unanimità su misure più incisive come restrizioni commerciali verso gli insediamenti illegali.

L’Europa arriva a questo passaggio dopo troppo silenzio e troppe divisioni interne. Ma la credibilità dell’Unione si misura proprio nella capacità di difendere il diritto internazionale senza doppi standard. Condannare Hamas è doveroso. Ma è altrettanto doveroso affermare che gli insediamenti illegali e le aggressioni dei coloni radicali minano ogni prospettiva di pace e alimentano odio e destabilizzazione.

Ciò che è’ inaccettabile , odioso e ripugnante è’ che mentre l’attenzione di sposta verso il conflitto tra Usa Israele e Iran, nel silenzio calato su Gaza la politica annessionistica dei coloni israeliani proceda in Cisgiordania .

Il popolo israeliano va sostenuto e difeso nel suo sacrosanto diritto alla sicurezza , e il popolo palestinese nel suo altrettanto sacrosanto diritto ad avere uno Stato che conviva con Israele in pace e rispetto reciproco .

Su questa linea c’è’ una larga convergenza europea .

La vera questione ora è capire se queste sanzioni rappresentino soltanto un gesto simbolico o l’inizio di una politica europea finalmente più autonoma, coerente e coraggiosa in Medio Oriente. Perché senza equilibrio, giustizia e rispetto del diritto internazionale non ci sarà sicurezza né per i palestinesi né per Israele.