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Marianna Madia lascia il Pd e approda nel gruppo di Italia Viva

04
Maggio 2026
Di Giampiero Cinelli

Marianna Madia lascia il Partito Democratico. La deputata ed ex ministra, 46 anni, approderà come indipendente nel gruppo parlamentare di Italia Viva. Lo si apprende da fonti parlamentari.

La decisione, spiegata in un’intervista a Repubblica.it, non viene presentata come una rottura ma come una scommessa strategica. «Sto scommettendo, non alla cieca ma razionalmente, sull’allargamento e il rafforzamento del centrosinistra in un’area che sarà decisiva per la vittoria della coalizione progressista alle prossime politiche», ha detto Madia, precisando che la sua destinazione non è Italia Viva in quanto tale, ma «qualcosa di più grande e diverso, dove certo Matteo Renzi giocherà un ruolo importante, ma che sarà utile allo scopo solo se ci saranno anche altre e altri». A chi le chiede se si tratta di una quarta gamba centrista, risponde: «Io non la chiamerei centrista. Ciò a cui io penso è un’area di riformismo radicale, in grado di entrare dentro i problemi reali delle persone e indicare delle soluzioni concrete».

Madia esclude che l’uscita sia legata a una mancata ricandidatura da parte di Schlein: «E quindi secondo lei per essere rieletta lascio il primo partito di opposizione per andare in una nuova formazione ancora tutta da fare? Credo che la risposta possa darsela da sola». Sulla possibile leadership di Silvia Salis nel nuovo progetto, è cauta: «Che la sindaca di Genova sia molto capace non ci sono dubbi. Dopodiché non so se lei ne avrebbe voglia. E d’altra parte bisogna prima capire chi aderirà a questo progetto e per fare cosa».

Entrata in politica nel 2008 a 28 anni come capolista Pd nel Lazio scelto da Walter Veltroni, Madia è deputata ininterrottamente da allora. Dal 2014 al 2018 ha ricoperto il ruolo di ministra per la Semplificazione e la Pa nei governi Renzi e Gentiloni, occupandosi di riorganizzare le partecipate, digitalizzare la pubblica amministrazione e modernizzare il pubblico impiego. Tra le misure più note, quelle contro i «furbetti del cartellino».

Le distanze col Pd si sono accentuate negli ultimi anni su due fronti. Sul lavoro, Madia si è posizionata nell’area riformista del partito, contestando in più occasioni le scelte della segreteria. Sulla politica estera, a marzo ha sottoscritto la risoluzione sull’Iran presentata da Italia Viva, Azione e Più Europa. Al congresso vinto da Schlein aveva sostenuto Bonaccini.