Cultura

Giornata nazionale del Made in Italy: mille marchi storici, 643 miliardi di export

15
Aprile 2026
Di Giampiero Cinelli

Il 15 aprile si celebra la Giornata nazionale del Made in Italy, istituita in occasione dell’anniversario della nascita di Leonardo da Vinci e dedicata alla valorizzazione della creatività e dell’eccellenza produttiva italiana. Una data che quest’anno coincide con due traguardi significativi e con un’agenda ricca di eventi e iniziative in tutto il Paese.

I mille marchi storici: un patrimonio da 93 miliardi

Il Registro Speciale dei Marchi Storici di Interesse Nazionale ha raggiunto quota mille iscritti. Un ecosistema di 780 imprese titolari che generano un volume d’affari complessivo di 93,6 miliardi di euro e garantiscono occupazione a 363.201 addetti. Il dato è stato presentato oggi a Palazzo Piacentini, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. «Un traguardo che va oltre il valore simbolico e conferma la vitalità del nostro patrimonio industriale e manifatturiero, capace di coniugare tradizione, qualità, innovazione e competitività» ha dichiarato il ministro. Il cuore economico del sistema è rappresentato dalle cosiddette «4 A» – Agroalimentare, Automazione, Abbigliamento, Arredo – che da sole valgono 76,1 miliardi, con la filiera agroalimentare in testa a 53,7 miliardi. La Lombardia guida la classifica per fatturato (49,1%) e numero di marchi (28,3%), seguita da Veneto e Piemonte. L’88% delle imprese opera nel manifatturiero. Tra le novità, il nuovo strumento finanziario introdotto con la riforma del Fondo Salvaguardia Imprese, che secondo il presidente dell’Associazione Marchi Storici d’Italia Massimo Caputi «segna un cambio di paradigma, trasformandosi da strumento difensivo in leva di sviluppo industriale».

Export a 643 miliardi, ma l’Italian sounding resta una minaccia

Sul fronte dell’export, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ricordato che nel 2025 le esportazioni italiane hanno raggiunto i 643 miliardi di euro, con una crescita del 3,3%. L’Italia è tra i primi tre al mondo per esportazioni in 976 categorie di prodotto, come ha sottolineato il presidente di Simest Vittorio de Pedys all’evento della Made in Italy Community all’Auditorium della Tecnica di Confindustria. Eppure il sistema mostra vulnerabilità: secondo uno studio di TP Infinity, il 45% dei consumatori internazionali dichiara di aver acquistato almeno una volta un prodotto falsamente italiano e il 28% afferma di averlo addirittura preferito all’originale. In Italia la contraffazione è considerata la minaccia principale dal 65% degli italiani, contro il 43% rilevato all’estero. «I francesi non permetterebbero mai di vendere il prosecco come champagne. La grappa è solo italiana» ha detto la presidente di Grappa Nonino Giannola Nonino, che ha rivolto un appello al governo per rafforzare le tutele dei consumatori.

Made in Italy e giovani: attrattivo ma da modernizzare

Lo stesso studio rivela che lavorare in un’azienda che produce Made in Italy è considerato stimolante dal 79% del campione italiano e motivo di orgoglio per il 92%. Ma le nuove generazioni chiedono evoluzione: stipendi più competitivi (40%), meritocrazia (37%) e reali percorsi di crescita (33%) sono le leve ritenute più efficaci per rendere il sistema più attrattivo. «Quando l’Italia riesce davvero a fare sistema non compete soltanto, fa scuola al mondo» ha dichiarato Roberto Santori, fondatore della Made in Italy Community.

Gli archivi raccontano le radici del Made in Italy

Sul versante culturale, la Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura partecipa con il progetto Carte da mangiare, una serie di iniziative degli Archivi di Stato volte a raccontare attraverso le fonti documentarie le radici storiche delle eccellenze italiane. A Milano, l’Archivio di Stato di Palazzo del Senato allestisce fino al 15 maggio un’anteprima espositiva con pergamene e carte originali sull’alimentazione nella pianura padana dal Medioevo al Novecento, dall’introduzione del caffè al cioccolato. A Caserta, l’Archivio di Stato ripropone fino al 15 maggio La Dama Bianca alla tavola del Re, mostra dedicata alla nascita della mozzarella di bufala campana attraverso i documenti del Real Sito di Carditello. Dal 22 maggio al 15 giugno sarà invece visitabile a Napoli Temin Guanti – Novant’anni di storia industriale italiana attraverso una famiglia, un’impresa, un territorio, dedicata all’archivio della storica impresa guantaia Sandro Temin.