Politica
Meloni da Fedez, i nuovi strumenti (che non possiamo più ignorare) della comunicazione politica
Di Giovanni Manco
Il puritanesimo, in comunicazione politica, è un esercizio di stile ostinato e vuoto. Inutile, perché non riesce ad andare oltre al banale “non è così che si fa”. Il mondo va veloce, la politica deve adattarsi ad esso. Non viceversa. C’erano pure all’alba dell’avvento social e così ora con i podcast. Il quale altro non è, volente o nolente, che il nuovo strumento che la politica (e la comunicazione politica) non può più ignorare.
L’ultima mossa di Meloni
La Premier Giorgia Meloni sarà ospite, questo giovedì 19 marzo, di Pulp Podcast, il podcast di Fedez e Mr. Marra. Il format ha già ospitato esponenti politici: da Matteo Renzi a Carlo Calenda passando per Nicola Fratoianni fino al Viceministro Antonio Tajani. Non è quindi un fatto nuovo, ma avere il Presidente del Consiglio in persona, e averlo a pochi giorni dal voto referendario, è senza dubbio un colpaccio. I proprietari del format hanno subito inoculato le critiche: abbiamo invitato tutti – Schlein, Conte – ma solo Giorgia Meloni ha accettato. E allora non resta che chiedersi: perché lo ha fatto?
L’attenzione al timing
La puntata verrà trasmessa tre giorni prima del voto, due giorni prima del silenzio elettorale. Non è un caso: è la precisa volontà di attuare un colpo di coda sul gong. Meloni vuole avere l’ultima parola sulla questione referendaria, lanciare messaggi forti – attraverso un medium fortissimo – che risuoneranno con freschezza nella mente degli elettori. L’attenzione è cosa rara, al giorno d’oggi. Giocarsi questa mossa a ridosso del voto può fare la differenza. E magari innescare quell’effetto carrozzone (bandwagon effect) capace di convincere gli indecisi e coloro che ancora non sono sicuri di voler andare a votare.
La potenza del mezzo
Secondo l’IPSOS, il 42% dei fruitori di podcast in Italia sono under 35. Sta qui, in questa potenza descrittiva, la validità del mezzo. Il podcast raggiunge pubblici non – o poco – avvezzi alla lettura dei giornali e alla visione dei talk show. Finanche i social, ormai, stanno diventando spazi per tutte le generazioni. I podcast, al momento, rappresentano l’ultimo baluardo della gen z e dei millennial. L’ultimo medium nel quale sono davvero la parte maggioritaria. Meloni, seduta tra Fedez e MrMarra, avrà la possibilità di arrivare proprio a loro.
La crossmedialità: esserci ovunque
Ma il podcast non è un luogo chiuso e luoghi chiusi non ne esistono più. È aperto, dialoga con gli altri mezzi di comunicazione, sconfina in essi. Accadrà, infatti, che la puntata verrà divisa in reel che diventeranno virali sui social. E accadrà pure che nei talk show si parlerà di questa ospitata, che sui giornali se ne scriverà. Insomma: anche chi non vedrà la puntata come fruitore diretto, ne verrà a sapere. La crossmedialità, peculiarità del mondo iper-digitale e iper-connesso in cui viviamo, sarà inevitabile dinanzi a un prodotto così forte. E avrà la potenza di sconfinare tra gli spazi della comunicazione, di travalicare i target e le età. Insomma: Meloni arriverà a tutti. Una scelta al passo con i tempi. La comunicazione politica non può più tornare indietro.





