Politica

Referendum, Sì o No: come hanno comunicato i due schieramenti

18
Marzo 2026
Di Giampiero Cinelli

Il 22 e 23 marzo gli italiani sono chiamati alle urne per il referendum sulla riforma della giustizia. Un voto che riguarda alcuni snodi centrali del sistema: la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, le regole disciplinari e il funzionamento del Consiglio superiore della magistratura. Un passaggio che tocca l’equilibrio tra i poteri dello Stato e il modo in cui si esercita la giurisdizione nel nostro Paese.
Un tema complesso, che richiede strumenti di lettura chiari. E complesso è anche il modo in cui questa riforma viene raccontata. Nelle ultime settimane si sono affermate narrazioni diverse, linguaggi differenti, strategie comunicative che riflettono visioni opposte del sistema giustizia. Da una parte il richiamo alla modernizzazione e all’efficienza, dall’altra la difesa dell’indipendenza della magistratura.
Una partita che si gioca non solo nei contenuti, ma anche nel modo in cui questi contenuti arrivano all’opinione pubblica: tra comunicazione politica, dibattito mediatico e dinamiche dei social. Perché nei referendum, accanto al merito delle riforme, pesa sempre di più anche la capacità di raccontarle.

Un’analisi delle campagne del Sì e del No è stata fatta nello studio di Largo Chigi, il format in onda su Urania News, curato da The Watcher Post, con ospiti Luigi Di Gregorio, Docente di Comunicazione Politica Università della Tuscia di Viterbo, Domenico Giordano di Arcadia, e Valentina Pigliautile giornalista de Il Messaggero.

La puntata integrale di Largo Chigi

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