Politica
Gioco pubblico, tra regolazione del mercato e nuovi comportamenti sociali degli italiani
Di Beatrice Telesio di Toritto
(Articolo pubblicato su L’Economista, inserto de Il Riformista)
Il gioco pubblico rappresenta uno dei comparti più delicati dell’economia italiana, dove si intrecciano esigenze fiscali, tutela dei consumatori e regolazione del mercato. Secondo il direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Roberto Alesse, il settore garantisce allo Stato circa 13 miliardi di euro di gettito annuo, risorse che non hanno solo un valore finanziario ma anche un significato di legalità perché sottratte al circuito del gioco illegale. Il sistema concessorio italiano si fonda proprio su questo equilibrio tra controllo pubblico e attività privata, con l’obiettivo di garantire sicurezza, tracciabilità e tutela dei giocatori.
Accanto al dibattito regolatorio, il comparto è attraversato anche da un cambiamento nei comportamenti sociali e nel rapporto degli italiani con il rischio e con il denaro. È quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio sul gioco pubblico promosso da SWG e presentata a Roma nel corso dell’incontro “Giocare da grandi. Generazioni a confronto tra sogni e realismo”, organizzato da Brightstar e Formiche, basata su un’indagine realizzata tra dicembre 2025 e gennaio 2026 su oltre tremila cittadini maggiorenni rappresentativi della popolazione italiana. Lo studio restituisce l’immagine di un Paese tendenzialmente prudente nelle scelte quotidiane ma consapevole che, per raggiungere determinati obiettivi, una certa propensione al rischio è inevitabile. Allo stesso tempo emerge una dimensione aspirazionale non sempre accompagnata da progetti concreti: circa un italiano su dieci dichiara di non avere sogni per il futuro, mentre solo uno su quattro afferma di averne più di due. Tra gli obiettivi più diffusi figurano viaggiare, acquistare una casa e rafforzare la propria sicurezza economica. Anche nel caso ipotetico di una vincita o di una eredità, le priorità resterebbero la stabilità finanziaria e il risparmio. La percezione del gioco con vincita in denaro appare inoltre polarizzata: circa la metà degli italiani associa il giocatore all’idea di uno spreco di denaro, mentre tra chi gioca abitualmente prevale una visione più positiva legata alla dimensione del divertimento.
Nel confronto tra studiosi e rappresentanti istituzionali emerso durante l’evento è stata ribadita la necessità di tenere insieme sostenibilità economica del comparto e responsabilità sociale. Il deputato Andrea Barabotti ha ricordato come il gioco legale, regolato e controllato dallo Stato rappresenti l’unico argine efficace al circuito illegale, garantendo al tempo stesso tutele per i giocatori e stabilità alla filiera produttiva. La senatrice Elena Murelli ha sottolineato come il fenomeno richieda strumenti sempre più mirati, capaci di distinguere tra diverse tipologie di giocatori e di intervenire sia sul piano normativo sia su quello culturale, anche attraverso nuove tecnologie come sistemi di autoesclusione, limiti personalizzati e strumenti di monitoraggio basati sull’intelligenza artificiale. Allo stesso tempo, ha ricordato, il settore coinvolge una filiera industriale articolata, composta anche da numerose piccole e medie imprese italiane attive nello sviluppo di tecnologie e apparecchiature. L’equilibrio tra regolazione, tutela sociale e sostenibilità economica resta dunque la sfida principale per il futuro del comparto.





