Economia

Dl Bollette, scontro su mercato ed Ets

25
Febbraio 2026
Di Giampiero Cinelli

Il Decreto Bollette entra nel vivo del confronto politico con un doppio obiettivo dichiarato: intervenire sui differenziali strutturali del costo dell’energia in Italia e garantire sollievo immediato a imprese e famiglie. Ma accanto ai consensi non mancano distinguo e proposte alternative.

Per la Lega il provvedimento segna un cambio di passo rispetto al passato. Andrea Barabotti, membro della Commissione Attività Produttive della Camera, lo definisce «un primo tassello di un percorso volto a rideterminare il prezzo dell’energia sul mercato», ricordando che in Italia «è legato per il 90% al prezzo del gas». Il decreto non interviene sul meccanismo dell’offerta marginale nelle aste elettriche, ma agisce su costi di trasporto e sistema Ets, le quote europee di emissione.

Secondo Barabotti la misura è «migliorativa rispetto al precedente perché non dà solo sostegni ma si concentra sul mercato e sui differenziali di costo europei». L’impatto stimato sarebbe pari a «risparmi medi di 2 euro al megawatt/ora in bolletta», che per il sistema produttivo «valgono miliardi». La parte relativa all’Ets dovrà però ottenere il via libera dell’Unione europea, attualmente in valutazione. Sul fronte dei consumatori, la maggioranza punta a vietare offerte commerciali mentre è ancora aperta la procedura di uscita da un contratto e a imporre condizioni già note, evitando proposte personalizzate poco trasparenti.

Dal lato dell’opposizione, Azione condivide alcuni strumenti ma chiede interventi più strutturali. Fabrizio Benzoni, capogruppo in Commissione Attività Produttive, ritiene positiva la scelta di aumentare l’Irap per le grandi compagnie energetiche, funzionale a finanziare i sostegni del decreto, «purché non sia scaricato sulla clientela e serva ad abbassare il costo dell’energia per le famiglie». Tuttavia la misura, limitata a due anni, viene definita «solo un piccolo mattoncino».

Benzoni sostiene lo scorporo del prezzo del gas da quello dell’elettricità, un tema già discusso a livello europeo ma ritenuto centrale per l’Italia. Sottolinea inoltre che anche le rinnovabili risultano influenzate dal prezzo del gas nella formazione del prezzo finale, pur essendo fuori dall’Ets, e scontano costi di trasporto elevati. In questo quadro rilancia la necessità di «reintrodurre il nucleare». Per alleggerire il peso sulle famiglie, in particolare quelle passate dal mercato tutelato al libero, propone la proroga delle concessioni idroelettriche e geotermiche, con prezzi calmierati per i clienti finali, evitando gare europee e puntando al prolungamento delle concessioni esistenti.

Dal versante dei consumatori, Assocompara guarda con favore alla parte del decreto dedicata alle famiglie e considera condivisibili gli interventi strutturali. Paolo Benazzi, portavoce dell’associazione, osserva che il mercato libero registra oggi una domanda più contenuta rispetto alla fase di picco, ma resta «in buona salute». A suo avviso si sta rafforzando il ricorso alle offerte a prezzo fisso, con operatori in grado di bloccare le tariffe per due o tre anni a livelli vicini o anche inferiori al prezzo all’ingrosso. In un contesto in cui i prezzi italiani restano strutturalmente più alti rispetto ai competitor europei, «il consumatore può avere effetti positivi se impara meglio a valutare le sue tariffe».

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