Lavoro

Appalti, cade il limite regionale, Governo e Anac snelliscono la burocrazia

27
Gennaio 2022
Di Valentina Ricci

Lo si aspettava da tempo e ora finalmente sembra aver imboccato la strada giusta. Stiamo parlando del processo di riqualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza che, con il Protocollo d’intesa firmato tra il premier Mario Draghi e il Presidente di Anac, Giuseppe Busia, è entrato nel vivo.

«Da tempo Anac sosteneva l’urgenza di intervenire sul caos delle oltre 36mila stazioni appaltanti, in direzione di una riduzione e semplificazione – ha detto il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Giuseppe Busia – va superato il limite territoriale, regionale, di azione degli aggregatori, in base al quale una centrale d’acquisto regionale può comprare solo per le amministrazioni di quella regione, a scapito dell’efficienza. Se una regione è capace e si è specializzata in una tipologia di acquisti, deve poterlo fare senza limiti regionali, favorendo acquisti a prezzi migliori di beni di maggiore qualità, con maggiore conoscenza del mercato e capacità di spuntare condizioni migliori. Pensiamo a cosa sarebbe accaduto se i vaccini anti Covid fossero stati acquistati da ogni singola Asl, invece che a livello europeo».

COSA PREVEDE IL PROTOCOLLO
Il protocollo si pone diversi obiettivi. La riduzione delle stazioni appaltanti, con particolare riferimento ai comuni, centralizzando il più possibile gli acquisti per spuntare prezzi migliori, il rafforzamento e la qualificazione delle stazioni appaltanti, arginando deficit organizzativi e di professionalità dovuti all’eccessiva frammentazione, l’applicazione di criteri di qualità, efficienza, e professionalizzazione realizzando un accorpamento della domanda. Ma anche l’istituzione dell’anagrafe unica delle stazioni appaltanti, inserendole secondo il livello di qualifica in possesso, e la loro provata capacità di acquisire beni, servizi e lavori, oltre che sulla base delle strutture organizzative stabili per l’acquisto, del personale presente con specifiche competenze, e del numero di gare svolte nell’ultimo quinquennio.

Tra i requisiti obbligatori è ora ricompresa, grazie al Decreto semplificazioni, anche la disponibilità e l’utilizzo corrente di piattaforme telematiche nella gestione delle procedure di gare. «Stiamo lavorando – conclude Busia – per l’interoperabilità delle stesse con i sistemi dall’Autorità per assicurare l’automatica trasmissione di atti, dati e informazioni alla Banca dati Anac a fini conoscitivi e di trasparenza. Inoltre, la stazione appaltante che aspira alla qualificazione dovrà dimostrare di avere a disposizione, oltre al personale tecnico e amministrativo per la gestione dei contratti per i quali intende qualificarsi, specifiche competenze informatiche per la corretta gestione delle piattaforme in uso».

A proposito di banche telematiche e digitalizzazione, The Watcher Post ha raggiunto Tiziana Carpinello, Presidente di Unionsoa, l’Associazione nazionale società organismi di attestazione: «Noi come Soa – ha detto – siamo sempre stati propositivi nei confronti delle istituzioni, e vogliamo continuare a esserlo anche in questo frangente. Per questo mettiamo a disposizione, per migliorare il servizio, tutte le nostre competenze. In particolare, la nostra esperienza blockchain sia per il fascicolo virtuale, che è già attivo per la documentazione delle imprese attestate, con lo studio e la progettazione per la gestione di tutti gli step della catena degli appalti pubblici: dalla Attestazione al collaudo dell’opera. Il tutto attraverso la blockchain di cui il nodo di accesso per la gestione da parte di Anac è pronto all’uso». Infine, la proposta lanciata dalla presidentessa: «Proponiamo ad Anac di partire con un progetto pilota che potrebbe coinvolgere anche le già esistenti centrali di committenza per rendere sempre più funzionale il nostro settore permettendo alle stazioni appaltanti non solo di accedere al fascicolo virtuale e aggiornarlo, ma anche consultare i macro dati di attestazione delle imprese».

I PROSSIMI STEP
Il tavolo di lavoro congiunto Governo-Anac, avviato all’interno della cabina di regia, dovrà in tempi rapidi rendere operativo il nuovo sistema perché risulti pronto e collaudato prima dell’entrata in vigore della riforma del codice degli appalti (MC1-70 e MC1-73 del Pnrr). Già entro il 31 marzo 2022 verranno adottate le linee guida con le modalità operative per l’attuazione del sistema di riqualificazione, che varrà per tutte le procedure di gara indette dalle stazioni appaltanti e dalle centrali di committenza.