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Meloni-Merz, domani vertice in Belgio per l’Europa del futuro
Di Giampiero Cinelli
l primo confronto tra Giorgia Meloni e il nuovo cancelliere tedesco Friedrich Merz si gioca su due temi centrali per l’Europa: energia e politica industriale. Il vertice informale in Belgio rappresenta un passaggio simbolico e politico, perché segna l’avvio di un asse Roma-Berlino che punta a incidere sull’agenda economica dell’Unione.
Le fasi preliminari
A Palazzo Chigi, nelle ore precedenti all’incontro, la premier ha riunito i ministri competenti per definire la linea italiana. L’obiettivo dichiarato è portare sul tavolo europeo misure concrete per ridurre il costo dell’energia, tema considerato decisivo per la competitività delle imprese e per la tenuta del sistema produttivo.
Il confronto avviene in un contesto di ridefinizione degli equilibri europei. L’asse franco-tedesco appare meno compatto, mentre Roma rivendica un ruolo più centrale nelle scelte economiche dell’Unione. Le distanze con Emmanuel Macron emergono soprattutto sulle politiche industriali e sugli strumenti da adottare per sostenere la crescita, a partire dalla questione degli aiuti di Stato e delle regole sul mercato interno.
Gli scopi
Meloni punta a rafforzare la cooperazione con Berlino su semplificazione normativa, riduzione degli oneri per le imprese e rilancio della competitività europea. La linea italiana insiste su un approccio pragmatico: meno burocrazia, più investimenti strategici e una revisione delle politiche energetiche per evitare che i costi penalizzino le industrie europee rispetto ai competitor globali.
I dossier sul tavolo
Nello specifico, il cancelliere tedesco e la premier parleranno di come intervenire sul gettito delle aste Ets (il sistema di scambio di quote di emissione di C02, pensato originariamente per regolare l’inquinamento prodotto dalle imprese), molta attenzione sarà data anche alla tassazione sui beni importati in Ue che hanno richiesto un forte impiego di Co2. Lo sguardo, ovviamente, non potrà che essere ampio e includerà le questioni del digitale e del Tlc, senza dimenticare l’importante connessione che Berlino e Roma hanno sul settore automotive, attualmente in crisi ma che i due Paesi non possono permettersi di lasciare indietro. Secondo quanto trapelato, il vertice muoverà da ipotesi di lavoro già poste, quelle del documento sulla competitività reso noto in 23 gennaio a Villa Pamphili.
Merz e Meloni si confrontano chiaramente tenendo conto della postura degli altri leader europei, ovviamente quello della Francia, che su molti punti concorre, collabora o ha visioni diverse. Ad esempio sul Mercosur, per non parlare dell’energia. Tuttavia, le condizioni di Italia e Germania oggi fanno pensare ai due leader di governo che occorra trovare una quadra innanzi tutto tra loro per rilanciare l’Ue. Lo suggeriscono la contingenza macro-economica, con bilanci tuttavia stabili ma con la produttività che fatica in settori chiave, e l’annosa partnership su filiere oggi messe a rischio. Sia Italia che Germania, poi, devono trovare una quadra sulla politica energetica, gli italiani puntando al mix energetico incluso in potenza il nucleare, i tedeschi invece dichiaratamente su rinnovabili e gas.
Vedremo insomma domani se emergerà anche una visione comune sulla governance, forse differente da quella degli altri, per traghettare l’Unione Europea in questa fase di importantissimo snodo internazionale con lo sguardo al bilancio pluriennale 2028-2034.





