Politica
Dl Ucraina, il governo mette la fiducia tra tensioni e accuse incrociate
Di Ilaria Donatio
Il governo accelera sul decreto Ucraina e sceglie la strada della fiducia. Nell’Aula della Camera il ministro della Difesa Guido Crosetto ha posto la questione di fiducia sul Dl 201/2025, che proroga l’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari a Kyiv, rinnova i permessi di soggiorno per i cittadini ucraini e introduce misure sulla sicurezza dei giornalisti freelance. Il testo, licenziato dalla commissione, dovrà ora passare al Senato ed essere convertito entro il 1° marzo.
La scelta dell’esecutivo arriva in un clima politico teso, segnato dalle fibrillazioni interne alla maggioranza e da un confronto sempre più acceso con le opposizioni. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani respinge le accuse di una fiducia usata per coprire divisioni nel centrodestra. «Paura di cosa? Mi pare che nell’opposizione siano un po’ divisi», replica, liquidando anche le ipotesi di “mal di pancia” nella Lega con una battuta: «Io sto benissimo, chiedete a Salvini».
Nel mirino del dibattito ci sono soprattutto i deputati di Futuro Nazionale, l’area che fa riferimento a Roberto Vannacci, pronti a votare contro il decreto insieme ad Avs e M5S. Un fronte che Tajani definisce «non un’alleanza seria» e che, secondo Fratelli d’Italia, segna una rottura politica netta. «Votare contro gli aiuti all’Ucraina significa tradire il mandato elettorale», avverte Nicola Procaccini, mentre il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi parla di uno «strano asse» destinato, paradossalmente, a rafforzare la maggioranza.
Dura anche la posizione di Carlo Calenda, che attacca frontalmente Vannacci definendolo «il patriota di Putin» e accusandolo di tradire la causa della difesa ucraina. Ma le critiche più istituzionali arrivano dal Partito democratico. In Aula, Federico Fornaro accusa il governo di aver posto la fiducia «senza motivazioni istituzionali», per paura che qualche emendamento potesse far emergere spaccature nella maggioranza. «È cambiato o no il perimetro del centrodestra con la nascita di Futuro Nazionale?», incalza il Pd.
Crosetto respinge l’idea di una fiducia “difensiva” e rivendica la scelta come un atto politico di chiarezza. «Non è un modo per scappare da una crisi interna, ma per rendere evidenti le posizioni», afferma, minimizzando l’eventuale uscita di due deputati dalla maggioranza: «Non vedo un problema così grande dal punto di vista politico».
Il calendario parlamentare è già fissato: domani le dichiarazioni di voto sulla fiducia inizieranno alle 11.50, con chiama alle 13.30. Poi il passaggio al Senato, dove il decreto dovrà essere convertito in legge entro la scadenza di inizio marzo. Sullo sfondo, resta una linea di frattura sempre più visibile: il sostegno all’Ucraina continua a essere uno dei principali banchi di prova degli equilibri politici italiani, dentro e fuori la maggioranza.





