Economia
Legno-arredo, verso il Salone del Mobile il settore tiene: fatturato a 52,2 miliardi
Di Elisa Tortorolo
Neppure un “dazio occulto” fatto di instabilità geopolitica e incertezze macroeconomiche è riuscito a fermare il Made in Italy dell’arredamento. La filiera legno-arredo chiude il 2025 smentendo le stime più pessimistiche e archiviando un fatturato alla produzione pari a 52,2 miliardi di euro, in crescita dell’1,3 per cento rispetto all’anno precedente.
È quanto emerge dai preconsuntivi del Centro Studi di FederlegnoArredo, presentati in occasione della conferenza stampa di lancio del prossimo Salone del Mobile, in programma dal 21 al 26 aprile. Numeri che certificano, più che una vera accelerazione, la capacità del sistema industriale italiano di assorbire la volatilità globale e trasformarla in una solida tenuta.
A sorprendere, almeno in parte, è il contributo del mercato interno, che raggiunge i 32,9 miliardi di euro e cresce dell’1,8 per cento. Un risultato sostenuto soprattutto dal comparto non residenziale, capace di compensare il progressivo ridimensionamento degli incentivi fiscali legati alla riqualificazione immobiliare privata.
Più articolato il quadro sul fronte estero. Le esportazioni si attestano a 19,3 miliardi di euro (+0,4 per cento), pari al 37 per cento del fatturato complessivo: una stabilità solo apparente, dietro cui si cela una profonda ridefinizione delle geografie commerciali. Accanto ai segnali di rallentamento provenienti da mercati storici e strategici come Francia e Stati Uniti, emergono indicazioni di recupero dalla Germania e dinamiche decisamente più vivaci in nuovi mercati di sbocco.
Il Regno Unito registra una crescita del 4,2 per cento, i Paesi Bassi dell’8,5 per cento, mentre la Spagna, con un +2,3 per cento, entra nella top five delle destinazioni superando la Svizzera. Positivo anche il dato degli Emirati Arabi Uniti (+3,9 per cento), che rafforza la traiettoria di diversificazione verso aree extraeuropee.
Nel commentare i dati, il presidente di FederlegnoArredo Claudio Feltrin ha evidenziato come la filiera non sia ancora di fronte a una ripresa strutturale in grado di mettere al riparo dalle turbolenze già previste per il 2026, ma abbia comunque dimostrato una marcata capacità di adattamento. Le imprese, ha sottolineato Feltrin, hanno continuato a presidiare i mercati temporaneamente in difficoltà senza abbandonarli, intercettando al contempo i segnali di ripartenza dove si manifestavano, come nel caso tedesco e britannico. Una strategia di diversificazione che si è rivelata decisiva nelle fasi più critiche.
In questo contesto di “navigazione a vista”, il Salone del Mobile si conferma così non soltanto una vetrina commerciale, ma una piattaforma geopolitica strategica: un luogo chiave per intercettare nuovi interlocutori internazionali e consolidare il posizionamento delle imprese italiane sui mercati globali ed emergenti, offrendo un supporto concreto a un settore che continua a rappresentare un pilastro dell’economia nazionale.





