Lavoro

NEET, Abodi punta su sport, territori e una strategia da 150 milioni

28
Gennaio 2026
Di Ilaria Donatio

Il governo prepara un nuovo approccio per contrastare il fenomeno dei NEET, i giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi formativi. In audizione congiunta davanti alle commissioni Cultura e Lavoro della Camera, il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha tracciato una strategia che combina azioni territoriali, prossimità e risorse dedicate.

Secondo Abodi, sono due gli elementi strutturali alla base della persistenza del fenomeno: «Una minore presenza di giovani sul territorio rispetto agli altri Stati occidentali, in parte conseguenza del basso tasso di natalità, e la difficoltà di accesso al mercato del lavoro». Per questo, ha spiegato il ministro, serve un modello di intervento che vada oltre le politiche attive tradizionali, privilegiando il coinvolgimento sociale e comunitario.

Al centro dell’impostazione ci sono gli “Spazi civici di comunità”, realtà diffuse attive contro dispersione scolastica e povertà educativa che offrono anche orientamento al lavoro. Il programma, ha ricordato Abodi, coinvolge circa 30 mila giovani tra i 14 e i 34 anni con oltre 160 progetti affidati a enti del Terzo settore e associazioni sportive con presidio locale.

Importante anche il ruolo del bando RiGenerazioni, che ha raccolto più di mille proposte tra iniziative formative, culturali, sociali, aggregative e digitali, e del Progetto Rete sviluppato con Invitalia, che prevede un hub regionale in ogni Regione per coordinare servizi e collegamenti tra offerte di opportunità.

Per intercettare e riattivare soprattutto i giovani più “difficili da raggiungere”, Abodi ha annunciato che è in corso la progettazione di una strategia da 150 milioni di euro, pensata per potenziare azioni di outreach e mappare i NEET più distanti dal mercato del lavoro. Le risorse, ha detto, saranno determinate da interventi mirati a individuare e accompagnare questi giovani verso percorsi di formazione e lavoro.

Tra gli strumenti già operativi citati dal ministro ci sono anche la Carta Giovani – strumento digitale con cui oltre 3,6 milioni di under 35 accedono a opportunità di lavoro, formazione e servizi – e il Servizio civile, richiamati come leve aggiuntive di inclusione e partecipazione. Il messaggio politico è chiaro: la risposta al fenomeno NEET richiede più prossimità, coinvolgimento dei territori e collaborazione tra istituzioni, terzo settore e mondo sportivo, oltre a risorse pubbliche dirette. In assenza di dettagli operativi sulla strategia da 150 milioni, la novità sta nella costruzione di un quadro di interventi che punti non solo alle opportunità di inserimento, ma anche alla riconnessione dei giovani con il tessuto sociale e produttivo delle comunità