Politica

Ucraina, l’Italia non ha mai cambiato linea

28
Gennaio 2026
Di Giampiero Cinelli

La guerra in Ucraina entra nel quarto anno di conflitto, senza una svolta sul campo vera e propria e con una linea del fronte sostanzialmente stabile, mentre il costo politico ed economico continua a crescere. Dal 2022 a oggi, Stati Uniti e Unione europea hanno garantito a Kiev oltre 250 miliardi di dollari tra aiuti militari, finanziari e umanitari. In Italia il tema torna al centro del dibattito parlamentare con il Dl Ucraina, ora all’esame della Camera, in un clima segnato da tensioni nella maggioranza e da un confronto sempre più acceso sul perimetro dell’impegno italiano.

Intanto, dal World Economic Forum di Davos è arrivata una conferma chiara: la geopolitica domina l’agenda globale, condizionando economia, commercio e sicurezza.

Tra guerra in Europa, frizioni transatlantiche e nuove crisi aperte dal Medio Oriente, il 2026 si apre come un anno decisivo per la tenuta degli equilibri internazionali.

A Largo Chigi, il format di Urania Tv curato da The Watcher Post, Michele Barcaiuolo, senatore di Fdi e membro della Commissione Esteri e Difesa, ha abbracciato pubblicamente il Dl Ucraina dicendo che conferma la posizione del governo. Gli aiuti fino ad ora secondo lui sono serviti ma la differenza l’ha fatto il popolo ucraino difendendosi con forza. Tra l’altro, ha fatto notare, gli otto invii di armi italiane sono senza costi per la collettività, perché erano già nella disponibilità delle forze armate e non utilizzate. Barcaiuolo ha poi affermato che l’Italia non può partecipare al Board of Peace voluto da Trump ma, al di là delle posizioni in merito, sarebbe stato utile essere coinvolti su dossier che riguardano zone vicine all’Italia. L’esecutivo cercherà dunque di attivarsi in altri modi.

La puntata integrale di Largo Chigi