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Forum internazionale del turismo: la crescita passa dai piccoli Comuni
Di Jacopo Bernardini
Nel quadro della ripresa complessiva del turismo italiano, i piccoli Comuni si confermano protagonisti di una dinamica in forte accelerazione e sempre più rilevante per l’economia del Paese. È quanto emerge dall’intervento del ministro del Turismo, Daniela Santanchè, nel corso del terzo Forum internazionale del turismo, svoltosi al Palazzo del Ghiaccio di Milano, venerdì 23 e sabato 24 gennaio.
All’evento hanno preso parte numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui il Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò, il senatore Guido Quintino Liris, l’Onorevole Luca Squeri e l’Onorevole Gianluca Caramanna e Alessandra Priante di ENIT a conferma della centralità del tema nel dibattito politico nazionale.
Secondo i dati ufficiali del Viminale relativi al 2025, il totale delle presenze turistiche in Italia ha superato i 480 milioni, segnando un aumento di oltre il 3% rispetto al 2024. All’interno di questo trend positivo, i piccoli Comuni — intesi come centri non appartenenti alle grandi destinazioni consolidate — hanno registrato una performance superiore alla media: +6,85% nelle presenze e +7,86% negli arrivi rispetto all’anno precedente, contribuendo a circa il 20% dei pernottamenti complessivi. Questi numeri, spiegano i promotori del Forum, non rappresentano un effetto accidentale ma la conferma dell’efficacia di una strategia nazionale orientata alla destagionalizzazione e alla redistribuzione spaziale dei flussi turistici, capace di ridurre le pressioni sulle aree a maggiore concentrazione e, allo stesso tempo, di attivare opportunità economiche in territori meno esplorati. Un ruolo chiave in questa prospettiva è svolto dal Fondo per i piccoli Comuni, dotato di 34 milioni di euro per iniziative dedicate. Secondo le stime elaborate dal Ministero del Turismo, gli interventi finanziati hanno già prodotto un impatto economico complessivo stimato in oltre 98 milioni di euro, con un effetto leva pari a 3,07 euro generati per ogni euro pubblico investito. Il Fondo ha sostenuto 27 progetti capofila e coinvolto 69 Comuni aggregati, strutturando reti di collaborazione pubblico-private orientate allo sviluppo di servizi, infrastrutture culturali e percorsi integrati nel tessuto locale.
Il confronto emerso a Milano ha coinvolto anche il mondo delle imprese e degli operatori del settore. Tra i rappresentanti aziendali intervenuti figurano Leonardo Massa, Vice President Southern Europe della Divisione Crociere del Gruppo MSC, Stefano Rizzi, Managing Director di Global Blue Italia, e Valentina Reino, Head of Public Policy & Campaign di Airbnb, a testimonianza di come il tema della redistribuzione dei flussi interessi l’intera filiera turistica, dai trasporti allo shopping, fino alle piattaforme digitali.
Il Forum ha inoltre richiamato l’attenzione sulle prospettive per il 2026. Secondo una ricerca presentata nel corso delle giornate milanesi, gli oltre 2.600 piccoli Comuni turistici italiani potrebbero registrare oltre 21 milioni di arrivi e quasi 80 milioni di presenze, con una crescita prevista rispettivamente del +5,3% e +6,9% rispetto al 2025 e una permanenza media di circa 3,7 giorni. Questi livelli di domanda, nel loro complesso comparabili ai flussi consolidati di grandi poli urbani come Verona, Venezia, Firenze, Roma e Napoli, rappresentano un segnale chiaro delle potenzialità di un turismo più diffuso e sostenibile, capace di valorizzare scenari alternativi ai circuiti tradizionali delle città d’arte.
Nel corso del Forum sono emersi anche contributi dal mondo dell’industria e della promozione turistica: per Lorenzo Lagorio di easyJet le compagnie aeree svolgono un ruolo abilitante nel collegare anche i centri minori ai grandi flussi internazionali; mentre secondo Renzo Iorio di Federterme il comparto termale rappresenta una leva strategica ancora in parte inespressa per la competitività turistica del Paese.
Dal punto di vista istituzionale, il Forum ha messo in rilievo l’importanza di una governance multilivello in cui Stato, Regioni, Comuni e stakeholder privati collaborino per rendere più attrattivi borghi e piccoli centri, migliorare i servizi di accesso e rafforzare le catene del valore locali. Allo stesso tempo, è stata ribadita la necessità di politiche data-driven per calibrare gli interventi in funzione delle tendenze di mercato e delle preferenze dei viaggiatori, una sfida evidenziata anche dai principali studi statistici sul turismo italiano. In sintesi, l’analisi presentata a Milano delinea una vera e propria road map per il turismo italiano: non più soltanto crescita dei numeri, ma qualità e distribuzione dei flussi, con un ruolo centrale assegnato alle comunità minori e alle iniziative in grado di renderle poli di attrazione sostenibili e competitivi nel lungo periodo.





