Economia
Biffi e Cimmino: «Più Europa per competere», Mercosur strategico e Olimpiadi vetrina
Di Giampiero Cinelli
L’Europa, per le imprese, deve tornare a essere un posto dove produrre e innovare conviene davvero, non un percorso a ostacoli fatto di regole ballerine, frammentazione e burocrazia creativa. È il filo che unisce gli interventi ascoltati a Milano, alla conferenza Assolombarda «Il mondo nel 2026: le imprese, tra rischi e opportunità», nell’ambito dell’Osservatorio Geoeconomia di ISPI e Intesa Sanpaolo, in partnership con Sace.
Il presidente di Assolombarda Alvise Biffi ha sintetizzato il messaggio con un elenco di priorità molto poco “filosofiche” e molto “industriali”: un mercato unico più solido e meno spezzettato, un quadro normativo stabile e prevedibile, investimenti robusti su competenze, ricerca e istruzione, oltre alla capacità di attrarre capitali e talenti. Perché, nella visione di Biffi, non c’è autonomia strategica senza filiere competitive: «Non esiste sovranità europea senza una capacità produttiva europea, né autonomia strategica senza filiere industriali robuste e competitive». E ancora: «Non esiste transizione digitale o ambientale senza imprese in grado di realizzarle concretamente». La richiesta, in sostanza, è di rendere l’Europa meno complicata e più credibile: «Chiediamo meno burocrazia e più fiducia, meno frammentazione e più Europa».
Nel ragionamento del presidente di Assolombarda, il 2026 si apre come un passaggio “da bivio”: o l’Unione resta schiacciata tra grandi potenze e nuovi attori regionali sempre più assertivi, o riesce a riaffermarsi come modello capace di tenere insieme crescita, coesione sociale, sostenibilità e libertà. Ma per farlo, avverte, servono scelte «politiche, industriali e culturali coraggiose», quindi decisioni, non dichiarazioni d’intenti.
Sullo stesso scenario si innesta il tema della politica commerciale. Alla presentazione del Rapporto Annuale ISPI 2026, sempre a Milano in Assolombarda, la vicepresidente di Confindustria con delega all’export e all’attrazione degli investimenti, Barbara Cimmino, ha rilanciato l’urgenza dell’accordo Mercosur, definendone l’entrata in vigore non come una possibilità tra le altre ma come una scelta strategica per l’Unione. Nella lettura di Cimmino, si tratta dell’intesa commerciale più rilevante per l’Europa: il potenziale è l’abbattimento di circa 4 miliardi di dazi e un aumento dell’export europeo stimato in 50 miliardi l’anno. Per l’Italia l’impatto, secondo le stime richiamate, potrebbe valere fino a 7 miliardi aggiuntivi, portando l’export verso l’area a 14 miliardi.
Da qui la preoccupazione per il rinvio del Parlamento europeo alla Corte di Giustizia su alcuni profili di legittimità, passaggio che rischia di frenare un processo considerato urgente anche sul piano geopolitico, oltre che economico. Cimmino ha quindi allargato il campo alla necessità di una politica commerciale più ambiziosa, ricordando il peso degli accordi di libero scambio per la crescita del Made in Italy, e invitando a valutarli «nella loro interezza»: apertura dei mercati e tutela dei comparti più esposti non devono essere per forza alternative. Il dossier Mercosur, con garanzie rafforzate per settori sensibili come l’agroalimentare, viene portato come esempio di un equilibrio possibile.
Sul piano territoriale, Biffi ha poi legato le prospettive industriali a un evento globale che, nel 2026, offrirà all’area Milano-Lombardia una vetrina difficilmente replicabile: le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. «Sono una grande vetrina, un occhio di bue sul nostro territorio come è stato per Expo 2015», ha detto, sottolineando l’effetto reputazionale sull’ecosistema produttivo e la possibile ricaduta in termini di attrazione di grandi investimenti. La leva, nel suo ragionamento, è anche il recupero di produttività, indicato come il “tallone d’Achille” italiano, da affrontare con l’introduzione dell’intelligenza artificiale e con un ecosistema di dati costruito attorno alla manifattura, «il nostro vero asset come Italia e come Europa».
Le Olimpiadi, ha insistito, funzionano anche come moltiplicatore di “brand awareness” per territorio e industria, con effetti su turismo e capacità di ospitare grandi eventi. Tra gli esempi citati, il congresso mondiale di cardiologia previsto nel 2027: un segnale, nell’ottica di Assolombarda, della possibilità di trasformare la spinta olimpica in un flusso più stabile di presenze, buyer e occasioni di business.





