Economia

Turismo, qualità e sicurezza al centro della strategia del governo

13
Gennaio 2026
Di Ilaria Donatio

Il turismo torna al centro dell’agenda politica e industriale come leva strategica per la competitività del Paese. È il messaggio emerso dal convegno “Visione Turismo: politiche, territori, competenze, futuro”, ospitato a Palazzo Madama, che ha riunito istituzioni, associazioni di categoria e imprese.

Per Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi, il turismo non è solo un settore economico ma un asset nazionale che incide direttamente sulla reputazione internazionale dell’Italia. L’ospitalità, ha sottolineato, è una delle espressioni più avanzate del Made in Italy e richiede una strategia industriale di lungo periodo fondata su regole chiare, investimenti, qualità e sostenibilità. Tra le priorità indicate, un tavolo permanente tra istituzioni e imprese per affrontare in modo strutturale nodi come la regolamentazione degli affitti brevi, la modernizzazione del patrimonio alberghiero e la semplificazione burocratica.

Grande attenzione anche al tema del lavoro. Senza capitale umano qualificato, ha avvertito Fabri, non c’è futuro per il settore. Da qui la richiesta di investimenti in scuole di ospitalità competitive a livello internazionale, un utilizzo più semplice degli strumenti di formazione e un rafforzamento delle politiche per rendere il turismo attrattivo per le nuove generazioni.

Dal fronte governativo, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha posto l’accento sul tema della sicurezza, definendo stazioni e treni il “biglietto da visita” delle città italiane. Il piano industriale di Fs Security prevede il rafforzamento degli addetti dedicati alla sicurezza fino a 1.650 unità nei prossimi tre anni, con cento operatori destinati esclusivamente a Trenord, a tutela soprattutto del traffico pendolare.

Salvini è intervenuto anche su altri dossier sensibili per il turismo, ribadendo la volontà di chiudere definitivamente la lunga vicenda delle concessioni balneari “nell’interesse dei lavoratori” e annunciando la convocazione dei sindacati dei taxi per affrontare il conflitto con gli Ncc. Sul Mercosur, ha confermato le perplessità della Lega sugli accordi di libero scambio, pur nel rispetto della linea di maggioranza.

La ministra del Turismo Daniela Santanchè ha rivendicato una crescita del settore intorno al 3 per cento nel 2025, ma ha insistito sulla necessità di puntare sulla qualità più che sui volumi. Più che il numero delle presenze, ha spiegato, conta la spesa turistica, cresciuta del 7 per cento a fine anno, e l’impatto sulle comunità locali. L’obiettivo dichiarato è evitare un turismo predatorio, valorizzando territori e imprese.

Sulla stessa linea il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, che ha indicato nella formazione e nelle nuove tecnologie le sfide decisive per il futuro. No agli operatori improvvisati, sì a competenze linguistiche, manageriali e di programmazione, per costruire un settore più solido e competitivo nel medio-lungo periodo.

Dal confronto emerge una strategia che prova a tenere insieme crescita, qualità e sicurezza. Una visione che punta a rafforzare il turismo come industria matura, capace di generare valore senza consumare i territori che lo rendono attrattivo.