Politica

Trattori contro Mercosur, Roma alza la soglia, corteo a Milano

09
Gennaio 2026
Di Giuliana Mastri

Mentre a Bruxelles gli ambasciatori dei 27 (Coreper) si preparano a decidere se dare il via libera politico all’accordo di libero scambio Ue-Mercosur, la protesta degli agricoltori torna a occupare le piazze europee e oggi arriva anche a Milano. Il corteo, annunciato in mattinata, è organizzato da Riscatto Agricolo Lombardia insieme a Coapi (Coordinamento agricoltori e pescatori italiani) e promette numeri importanti: gli organizzatori parlano di oltre trecento trattori e di adesioni che vanno dai sindacati di settore ai comitati cittadini, fino ai gruppi d’acquisto e ad associazioni consumeristiche, schierati sul fronte della “salute” e della qualità del cibo.

Sul tavolo del governo italiano, il sì al trattato resta legato a un’ultima richiesta. L’Italia punta a far scattare le clausole di salvaguardia in modo più tempestivo: l’obiettivo è abbassare dal meccanismo attuale la soglia di attivazione, chiedendo che le tutele partano già con un aumento del 5% dei prezzi dei prodotti più esposti alla concorrenza delle importazioni sudamericane, e non dall’8%. Lo ha ribadito il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, rivendicando che la richiesta è stata formalizzata e che Roma conta di ottenerla.

Intanto la pressione non arriva solo dai campi. A Palazzo Chigi pesano anche le sollecitazioni di una parte del mondo imprenditoriale, che spinge per chiudere l’intesa e valorizzare l’accesso ai mercati del Mercosur. In prima fila, viene citata Confindustria, convinta che l’accordo possa favorire l’export e gli scambi.

Sul versante opposto, oltre ai promotori della protesta milanese, continuano a muoversi anche le grandi organizzazioni agricole. Confagricoltura, Coldiretti e Cia chiedono più garanzie “scritte”, soprattutto su reciprocità e salvaguardie, e puntano a vedere gli impegni tradotti in testi normativi. Il timore, espresso con toni diversi dagli stessi manifestanti, è quello di una concorrenza considerata impari: «il rischio è l’arrivo di prodotti realizzati con sostanze vietate da noi da decenni», è la sintesi che circola tra i critici dell’intesa, insieme alla denuncia dei modelli di coltivazione intensiva e dell’impatto ambientale in Sud America.

In Europa la mobilitazione si muove su più fronti. In Francia il presidente Emmanuel Macron ha ribadito il no, definito “unanime” sul piano politico, ma questo non ha impedito nuove sfilate di trattori a Parigi, fino alle aree simbolo tra Arco di Trionfo e Tour Eiffel. Proteste sono segnalate anche in altri Paesi, e gli organizzatori annunciano una manifestazione ampia a Strasburgo, in concomitanza con la prossima sessione plenaria del Parlamento europeo.

Roma, dal canto suo, rivendica di aver già incassato alcune aperture nel negoziato: tra queste, viene citata una maggiore flessibilità sui fondi di coesione, con risorse complessive quantificate in 94 miliardi, di cui una quota destinata all’agricoltura italiana, oltre alle dotazioni della Pac. Resta però, per il governo, la partita decisiva sulle tutele: se dal Coreper arriverà il via libera, la firma politica dovrebbe seguire a stretto giro e l’accordo passerebbe poi al percorso di ratifica in sede europea.