Nel primo semestre del 2025 la domanda di credito è tornata a crescere in modo diffuso su tutto il territorio nazionale, dopo la flessione registrata nella seconda parte dello scorso anno. È quanto emerge dall’ultima rilevazione della Banca d’Italia sulla domanda e l’offerta di credito a livello territoriale, basata sull’indagine condotta su 235 istituti bancari. L’aumento ha interessato le imprese della manifattura e dei servizi in tutte le macroaree, mentre nel Nord Ovest e nel Mezzogiorno si è rafforzata anche la richiesta di finanziamenti da parte del settore delle costruzioni. A sostenere la ripresa sono state soprattutto le esigenze legate agli investimenti.
Sul fronte dell’offerta, le politiche creditizie sono rimaste nel complesso stabili, ma con segnali di maggiore selettività. Le condizioni applicate alle imprese edili si sono lievemente irrigidite in tutte le aree del Paese, riflettendo una percezione più elevata del rischio. A fronte di una riduzione degli spread medi e di un aumento delle quantità offerte, le banche hanno rafforzato i criteri di accesso al credito, innalzando il merito creditizio richiesto e i margini sui prestiti più rischiosi.
Anche la domanda di finanziamenti delle famiglie ha mostrato un andamento positivo. In tutte le aree è cresciuta la richiesta di mutui per l’acquisto di abitazioni, accompagnata da una ripresa del credito al consumo. Tuttavia, dopo l’allentamento registrato nella seconda metà del 2024, le condizioni di offerta dei mutui sono diventate lievemente più restrittive, soprattutto nel Centro e nel Mezzogiorno. Per il credito al consumo l’atteggiamento delle banche è apparso ancora più prudente, con un irrigidimento più marcato nelle regioni meridionali.
Sul versante del risparmio, la domanda di depositi bancari è aumentata lievemente nel Nord Est e al Centro, mentre è rimasta stabile nel Nord Ovest ed è calata in modo contenuto nel Mezzogiorno. Parallelamente, è cresciuto l’interesse delle famiglie per i prodotti di risparmio gestito, le obbligazioni bancarie e, più di recente, per i titoli di Stato. In questo contesto è proseguita la trasmissione dei tagli dei tassi ufficiali alle remunerazioni offerte dalle banche, con una riduzione generalizzata degli spread.





