Trasporti

Mobilità: XVIII rapporto Audimob, improrogabile la svolta green

17
Novembre 2021
Di Alessandro Cozza

La mobilità deve cambiare, e l’unica strada possibile è quella della transizione ecologica. Lo ha sottolineato il XVIII rapporto Audimob sulla mobilità degli italiani di Isfort, realizzato con il supporto del CNEL e del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, nonché con il contributo scientifico di Agens e Asstra. Il rapporto è stato introdotto dal Presidente del Cnel, Tiziano Treu, presentato dal Direttore Ricerca Isfort, Carlo Carminucci, e commentato dal Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini.

Dati che rivelano inequivocabilmente che i cittadini italiani snobbano il trasporto pubblico locale e stanno tornando a intasare le strade con le proprie auto ai livelli pre-Covid. L’automobile resta il mezzo preferito dagli italiani e l’autobus, a partire dal 2020, è entrato in profonda crisi con una perdita di oltre il 50% dei passeggeri. Inoltre, nelle previsioni del campione Audimob sull’utilizzo futuro dei mezzi di trasporto (indagine 2021), l’automobile sembra proseguire la fase di recupero già evidente nella prima parte del 2021 (+8,8% il saldo tra quanti pensano di usarla di più nei prossimi mesi e quanti pensano di usarla di meno); dall’altro lato il quadro di prospettiva dei mezzi pubblici è invece stagnante, con la parziale e contenuta eccezione del treno (+3,4% il saldo contro autobus a -0,2% e il pullman a -2,1%), confermando – nell’atteggiamento dei cittadini – le difficoltà di ripresa del settore. Complici di questa crisi sono le norme di distanziamento, la paura dei contagi e anche lo smart-working, che ha di fatto ridisegnato la mobilità dei cittadini.

“Per provare a migliorare la mobilita’ e’ fondamentale la riforma del trasporto pubblico locale”, ha commentato il Ministro Giovannini. “Vogliamo fare una riforma che potenzi il servizio, incontrando le nuove esigenze e la nuova domanda. Nella legge di Bilancio il fondo per il Tpl aumenta, per la prima volta dopo tanti anni, di 1,3 miliardi di euro, e questi fondi aggiuntivi dovranno essere utilizzati per orientare le scelte delle aziende e delle amministrazioni verso una maggiore efficienza e qualita’ del servizio, verso la trasformazione digitale ed ecologica”. Poi Giovannini annuncia: “Non finanzieremo più gli autobus diesel, nella legge di bilancio ho voluto introdurre un nuovo fondo sulla mobilità sostenibile. E’ evidente che passare da un autobus diesel ad uno elettrico richiede un salto di qualità straordinario nelle infrastrutture e nell’organizzazione”.

Ma se l’uso dell’automobile aumenta e quello dei mezzi pubblici diminuisce, c’è una mobilità alternativa in costante crescita: la green mobility. L’indagine, che prende in considerazione tutte le limitazioni alla mobilità intervenute per decreto e le nuove tendenze determinate dallo smart working, evidenzia che il parco dei mezzi elettrici è senza dubbio in forte crescita: a fine giugno 2021 si registrano oltre 83.463 auto (+57% rispetto a fine 2020, +267,2% rispetto al 2019), 18.635 ciclomotori (+12,3% rispetto a fine 2020), 12.471 scooter e moto (+32,7%), 8.352 quadricicli (+18,2%). L’immatricolazione delle auto ibride, da febbraio 2021, è costantemente superiore a quella dei motori diesel. Dato che fa conquistare all’Italia il podio in Europa, ma resta ancora in ritardo nella vendita di auto ibride plug-in (Phev) ed elettriche pure (Bev). Si tratta di uno slancio buono ma non buonissimo, considerato che ci sono ancora oltre 12 milioni di auto datate che non superano lo standard emissivo Euro 3 (quasi un terzo del totale). Le alimentazioni a benzina e gasolio riguardano oltre 35 milioni di auto (quasi il 90% del totale), mentre le auto ibride sono circa 550mila e quelle elettriche poco più di 50mila. Da sottolineare tuttavia che nelle immatricolazioni 2020 la quota di auto elettriche ed ibride è salita a quasi il 20% del totale.

“Se tutti andassero in car sharing, avremmo risolto il problema dell’uso di gran parte dello spazio, in particolare urbano. E’ uno stravolgimento: immaginate se Roma, invece di essere intasata da milioni di automobili tutto il giorno, avesse tutto in car sharing. Vorrebbe dire ridurre la congestione stradale del 200-300%”, ha dichiarato il Presidente Treu nelle sue considerazioni.

Ma non è solo una questione di investimenti e infrastrutture, c’è bisogno di un cambiamento culturale. “I comportamenti delle persone sono cruciali per il passaggio ad una mobilità più sostenibile. Dobbiamo stare qui ad aspettare che la gente cambi oppure possiamo accelerare questo cambiamento?” si è chiesto retoricamente il Ministro. “Abbiamo chiesto alla Commissione europea, nell’ambito dei processi di accompagnamento del Pnrr, di aiutarci proprio sulla mobilità sostenibile anche con un progetto che guardi all’economia comportamentale, quindi agli elementi psicologici e al possibile uso del nudging, ovvero della ‘spinta gentile”, ha concluso Giovannini.

La sfida ambientale rimane, vincerla vorrà dire aver aiutato il Pianeta intero.