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Luiss Sport Forum, Abodi: «Oltre l’83% degli impianti non efficientato energeticamente»

14
Aprile 2026
Di Giampiero Cinelli

Lo sport come leva di sviluppo sociale, economico e culturale. È questo il filo conduttore della prima edizione del Luiss Sport Forum, l’iniziativa promossa dall’Associazione sportiva Luiss per offrire uno spazio di confronto qualificato tra istituzioni, mondo sportivo, accademico e imprenditoriale. A Roma si sono ritrovati rappresentanti di primo piano, dal ministro dello Sport Andrea Abodi al capo della Polizia Vittorio Pisani, per affrontare i nodi strutturali che frenano la diffusione dello sport nel Paese.

Il presidente dell’Associazione sportiva Luiss Luigi Abete ha aperto i lavori inquadrando la missione dell’iniziativa: «Per rafforzare in maniera strutturale e sistematica la diffusione dello sport serve creare un ecosistema sociale adatto. Noi dobbiamo espandere questa nostra capacità facendo capire quali sono i problemi per consentire ai giovani di fare sport. L’essere comunità è fondamentale: se si è comunità si riesce a fare bene lo sport. Ho fatto il presidente di Confindustria e dicevo che l’impresa è una comunità di interessi e di persone.»

Abodi: infrastrutture sportive italiane in ritardo su sicurezza ed energia

Il ministro Abodi ha messo al centro del suo intervento il tema delle infrastrutture, denunciando un ritardo strutturale dell’Italia che va ben oltre la questione stadi. «Al tema delle infrastrutture immateriali si deve accompagnare quello delle infrastrutture materiali. Siamo un Paese oggettivamente arretrato da tutti i punti di vista: la sicurezza dei luoghi, l’accessibilità, la funzionalità, il rispetto per la sostenibilità ambientale» ha detto il ministro, aggiungendo che «l’accessibilità lo considero come fattore prioritario nel rispetto non dell’ambiente, ma delle persone.» I numeri sono eloquenti: su oltre 80.000 impianti sportivi censiti in Italia, più dell’83-84% non ha subito alcun efficientamento energetico. «Le inefficienze energetiche dal punto di vista economico ammontano a più del doppio del contributo pubblico allo sport ogni anno, ovvero più di 1 miliardo e 200 milioni all’anno» ha precisato Abodi. «Un impianto come una scuola che è ambientalmente inefficiente è un impianto che non riesce ad educare compiutamente quanto un luogo educativo deve poter fare, al di là del fatto che questo determina un mancato contributo alla qualità ambientale.»

Il ministro ha poi allargato la prospettiva oltre gli appuntamenti internazionali: «Questa tematica non si deve circoscrivere soltanto alle questioni riguardanti Euro 2032. Noi dobbiamo utilizzare questi appuntamenti per farci trovare preparati e porci il tema del capitale infrastrutturale che va ben oltre lo stadio e che arriva fino alla palestra scolastica, fino all’oratorio, come stiamo facendo incessantemente in collaborazione con tutte le istituzioni anche del territorio.»

Il fondo fine carriera dei calciatori: Abodi promette approfondimento

A margine del Forum, Abodi è intervenuto anche sul caso sollevato dalla neonata Assocapp, la nuova associazione di calciatori e allenatori, che ha puntato l’attenzione sul fondo fine carriera. «Ho letto ed è stato interessante capire che c’è qualcosa che non quadra. Una cosa che mi riprometto di fare è di avere più informazioni, anche perché il Parlamento mi chiederà di rispondere anche su questo tema. Sono abituato a rispondere con cognizione di causa» ha dichiarato il ministro.

Pisani e le palestre della legalità: lo sport nei quartieri difficili

Il capo della Polizia Vittorio Pisani ha portato al Forum la visione delle forze dell’ordine, declinata su due fronti distinti. Il primo riguarda il progetto delle «palestre della legalità», un circuito nato nei quartieri difficili delle città italiane per diffondere i valori dello sport attraverso gli atleti della Polizia di Stato che, terminata l’attività agonistica, diventano istruttori. «Come amministrazione dello Stato lo scopo non deve essere soltanto il medagliere, che è molto importante e ci ripaga di tutti gli sforzi organizzativi, ma abbiamo cercato di valorizzare il fatto che lo sport può essere uno strumento di diffusione di determinati valori e della legalità» ha spiegato Pisani. Il progetto conta attualmente 40 palestre e centri giovanili in tutta Italia e oltre 5.000 atleti iscritti.

Frodi sportive: calcio, tennis, basket e pallavolo i più colpiti

Il secondo fronte è quello, più scomodo, delle frodi sportive. «Uno vede lo sport come un mondo di valori, un esempio di legalità e moralità, però purtroppo la frode sportiva continua ad essere una delle piaghe. Molto più all’estero che in Italia, ma questo non ci deve confortare» ha detto Pisani con franchezza. La Polizia di Stato dispone di due strutture dedicate: un’unità informativa per le scommesse sportive, che raccoglie le segnalazioni dagli enti istituzionali tra cui l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e un gruppo investigativo specializzato. Gli sport più esposti al fenomeno restano sempre gli stessi: calcio, tennis, basket e pallavolo. E il mercato delle scommesse, sempre più capillare, amplifica il rischio: «Oggi si può puntare sulla singola partita, su qualche risultato, anche tra il primo e il secondo tempo, e questo alimenta purtroppo il rischio di frodi sportive e il rischio che gli atleti tradiscano il loro giuramento di fedeltà sportiva.»