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Imprese: Reputation index, sul podio Orcel, Messina e Di Foggia
Di Paolo Bozzacchi
La reputazione si conferma una variabile strategica, non accessoria. È quanto emerge dalla seconda rilevazione del Reputation Index (novembre 2025-gennaio 2026) dell’osservatorio del Gruppo The Skill, che misura la reputazione di manager e organizzazioni attraverso l’analisi della loro presenza nel racconto mediatico. La fotografia restituita dall’indagine è netta: reputazione significa performance, qualità della governance e “utilità pubblica”. Ma conta anche la capacità di reggere gli scossoni esterni, non solo l’execution.
Nel comparto Economia & Impresa il profilo più performante è Andrea Orcel (UniCredit), che totalizza 85,9 punti. In fascia alta anche Carlo Messina (Intesa Sanpaolo) con 83,2 punti. L’analisi segnala tuttavia quanto la reputazione sia sensibile a eventi esogeni: Luigi Lovaglio (Mps) si ferma a 17 punti, registrando un crollo rispetto alla precedente rilevazione. Pier Silvio Berlusconi (Mfe) ottiene 74 punti ma risente parzialmente delle notizie negative che hanno investito il gruppo.
Nel settore Industria & Innovazione crescono nel dibattito pubblico Roberto Cingolani (Leonardo, 83,5 punti) e Giuseppe Cossiga (Aiad/Mbda, 82,3 punti), segno che aerospazio e difesa non sono più comparti verticali, ma protagonisti del racconto dell’innovazione europea, con un focus su capacità produttiva, risorse e sovranità tecnologica. Buona l’esposizione anche per Cristina Scocchia (Illycaffè, 80,4 punti) e Matteo Del Fante (Poste Italiane, 83,2 punti).
In Ambiente & Energia vengono premiate credibilità tecnica e capacità di rendere comunicabili scelte complesse. Giuseppina Di Foggia (Terna) guida con 84,8 punti, seguita da Flavio Cattaneo (Enel, 81,4), Renato Mazzoncini (A2A, 71,7) e Claudio Descalzi (Eni, 70,3). L’elemento di maggiore novità è l’ingresso di Gianluca Artizzu (Sogin), che con 75,3 punti si distingue anche per aver riportato al centro del dibattito il tema del nucleare e del decommissioning, dopo un’operazione di trasparenza su tempi e costi dei siti in dismissione.
Nel comparto Infrastrutture & Trasporti, Stefano Donnarumma (Ferrovie dello Stato) totalizza 78,5 punti, presidiando l’asse tra internazionalizzazione e innovazione su sicurezza e affidabilità. Con lui Pietro Salini (Webuild, 67,3 punti) e Arrigo Giana (Autostrade per l’Italia, 69,4 punti). Jörg Eberhart (Ita Airways) si colloca a 62 punti, in una fase di consolidamento del profilo.
Infine, in Salute & Life Sciences, viene valorizzata la capacità di coniugare advocacy, impresa e reputazione pubblica. Marcello Cattani (Farmindustria) ottiene 78,2 punti, seguito da Sergio Dompé (76,2), Lucia Aleotti (68,5) e Nicoletta Luppi (66). Più esposti alle oscillazioni del dibattito pubblico Giovanni Migliore (61 punti) e Marco Centenari (52,4 punti).
La rilevazione conferma che la reputazione non è un dato statico ma un indicatore dinamico, influenzato dal contesto mediatico e dagli shock esterni. E in un quadro economico e geopolitico complesso, la tenuta reputazionale diventa parte integrante della leadership.





