Salute

Sanitari, petizione alla Camera per abolire il vincolo di esclusività

26
Giugno 2026
Di Giampiero Cinelli

Una petizione depositata alla Camera dei deputati, una norma che risale al 1991 e un principio che Diego Catania, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, considera inaccettabile: il vincolo di esclusività che impedisce ai professionisti sanitari del comparto di esercitare attività libero-professionale fuori dall’orario di servizio.

Il bersaglio della petizione è doppio: l’articolo 4, comma 7, della legge 412 del 1991 e l’articolo 53 del decreto legislativo 165 del 2001. Due norme che, nel quadro attuale, non prevedono alcuna compensazione economica adeguata a fronte del divieto imposto, a differenza di quanto accade per altre professioni sanitarie che possono invece esercitare in regime privato. L’ultimo Decreto Milleproroghe ha sospeso temporaneamente il vincolo fino al 31 dicembre 2027, ma la sospensione non è sufficiente: l’attività libero-professionale resta subordinata all’autorizzazione del datore di lavoro, che viene concessa solo in casi rari.

«Vogliamo trasformare una deroga temporanea in una regola strutturale», afferma Catania. «Il vincolo di esclusività deriva da un impianto normativo anacronistico, che non tiene conto dell’evoluzione del sistema sanitario e contrasta con i principi costituzionali di tutela della salute e di libertà di iniziativa economica privata.»

Gli argomenti portati a sostegno della richiesta toccano più piani. Sul piano dell’equità, la norma genera una disparità evidente rispetto ad altri professionisti sanitari che già possono operare in libera professione. Sul piano della qualità, Catania è diretto: «Superare definitivamente il vincolo di esclusività garantirebbe una effettiva equiparazione tra professionisti sanitari, con ricadute positive sia in termini di valorizzazione professionale, sia per la continuità delle prestazioni rese alle persone assistite, sia in termini economici. La possibilità di confrontarsi con diversi contesti lavorativi e organizzativi, acquisire nuove competenze cliniche e comunicative porterebbe un immediato beneficio al servizio pubblico, sostenendo la motivazione e il senso di responsabilità dei professionisti.»

Sul piano dell’offerta, un’apertura strutturata alla libera professione aumenterebbe la disponibilità di prestazioni, contribuendo a ridurre le liste d’attesa senza indebolire il Servizio sanitario nazionale. «Al contrario – sottolinea Catania – rafforzandolo attraverso la piena valorizzazione del capitale umano che lo anima.»

L’appello ai decisori politici è diretto: «Chiediamo un intervento urgente per abolire definitivamente il vincolo di esclusività. Si tratta di un salto culturale richiesto dai tempi e dall’evoluzione delle competenze. Confido che il Parlamento possa ascoltare la voce dei tanti colleghi che appartengono alle professioni di comparto, affinché si arrivi presto a una riforma strutturale che riconosca il valore reale dei professionisti sanitari e contribuisca al miglioramento complessivo dei servizi offerti ai cittadini.»

La petizione è disponibile per la firma online sul sito della Camera dei deputati, accedendo con identità digitale all’indirizzo petizionionline.camera.it.