Salute

Nuova bozza Piano Nazionale di preparazione e risposta alla prossima pandemia influenzale

21
Gennaio 2021
Di Redazione

di Paolo Bozzacchi

Meglio prevenire che curare. Giusto? Il Ministero della Salute ha presentato alla Conferenza delle Regioni la nuova bozza di Piano strategico-operativo nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale (PanFlu), elaborata in appena una settimana dalla precedente. Nel nuovo documento si dettagliano gli obiettivi del Piano. Quello generale è "rafforzare la 'preparedness' nella risposta ad una futura pandemia influenzale a livello nazionale", in modo da "proteggere la popolazione, riducendo il più possibile il potenziale numero di casi e quindi le vittime della pandemia in Italia e nei cittadini italiani che vivono all'estero, tutelare la salute degli operatori sanitari e del personale coinvolto nell'emergenza, ridurre l'impatto della pandemia influenzale sui servizi sanitari e sociali e assicurare il mantenimento dei servizi essenziali, preservare il funzionamento della società e le attività economiche". 

Per raggiungere questi obiettivi è necessario secondo il Ministero della Salute "pianificare le attività in caso di pandemia influenzale, definire ruoli e responsabilità dei diversi soggetti a livello nazionale e regionale per l'attuazione delle misure previste dalla pianificazione e altre eventualmente decise, fornire strumenti per una pianificazione armonizzata regionale per definire ruoli e responsabilità dei diversi soggetti a livello locale per l'attuazione delle misure previste dalla pianificazione nazionale e da esigenze specifiche del territorio di riferimento, sviluppare un ciclo di formazione, monitoraggio e aggiornamento continuo del piano per favorire l'implementazione dello stesso e monitorare l'efficienza delle misure adottate".

La nuova bozza ha modificato il passaggio sulla cura dei pazienti in caso di scarsità di risorse, e invita il medico ad "agire in scienza e coscenza, valutando caso per caso". Mentre la versione precedente indicava di trattare preferenzialmente i pazienti "con maggiori probabilità di trarne beneficio".  

Dunque la prossima pandemia influenzale "potrebbe differire da quanto pianificato ed è necessario sia preparare ed esercitare le capacità di risposta secondo schemi internazionali codificati e scenari attesi, sia rafforzare competenze di indagine e analisi che consentano rapidamente e con flessibilità durante la fase di allerta pandemica di adattare e modulare gli strumenti disponibili alle nuove contingenze. La preparedness delle pandemie influenzali "si modula costantemente in base alle esperienze maturate e viene continuamente verificata e rafforzata nelle fasi inter-pandemiche in modo ciclico".

Tra una pandemia e l'altra, dunque, "i nuovi sistemi che saranno implementati durante una pandemia dovrebbero essere testati durante il periodo interpandemico, devono essere stanziate risorse adeguate a tutti gli aspetti della preparazione della risposta alla pandemia, la risposta alla pandemia richiede piani di continuità operativa che coinvolgano tutti gli altri settori che potrebbero essere colpiti e deve basarsi su evidenze, se disponibili, e commisurata alla minaccia, in conformità con il Regolamento Sanitario Internazionale. 

La pianificazione dovrebbe essere basata su pandemie di diversa gravità, mentre "la risposta va basata sulla situazione reale determinata dalle valutazioni dei rischi nazionali e globali".

 

 

Articoli Correlati

di Gianfranco Ferroni | 19 Agosto 2022

Cinema e politica, la necessità di una quarta via

Donbass
di Jacopo Bernardini | 18 Agosto 2022

Donbass, l’area strategica della guerra di Putin