Politica

Stringiamci a coorte l’Italia chiama ancora

17
Marzo 2021
Di Redazione

di Paolo Bozzacchi

Buon compleanno Italia unita! Il 17 marzo 1861 fu fatta l'Unità d'Italia. Ma per parlare di unità degli italiani il percorso sarebbe stato ancora lungo e complesso. Quel giorno gli Italiani erano ancora molto più piemontesi, romani, napoletani che altro. Difficile datare poi l'Unità degli Italiani che verrà. Trattasi comunque di Ventesimo secolo. Senza dubbi. L'Unità degli Italiani potrebbe essere datata 2 giugno del 1946, o 25 aprile del 1945. Oppure il primo gennaio del 1948, data di nascita della nostra Costituzione. Scegliete voi quale di queste vi rappresenta meglio.

La ricorrenza di oggi serva anzitutto da spunto di riflessione sull'unità di noi italiani, che quando si è trattato di combattere per libertà e uguaglianza storicamente non ci siamo tirati indietro.

L'emergenza Covid19 chiama tutti noi a stringerci nuovamente a coorte, per superare definitivamente alcuni stereotipi o limiti, che dir si voglia, che ci contraddistinguono e di cui non abbiamo davvero più bisogno. "Nella pandemia la nazione ha mostrato spirito di democrazia e coesione", il monito del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Che anche queste parole ci siano da stimolo per migliorare. 

Ci siamo liberati dall'occupazione nazi-fascista, superato con fatica gli anni degli estremisti di destra e di sinistra con l'ideologia responsabile di tanti morti ammazzati, abbiamo chiuso il capitolo propaganda Nord contro Sud, smontato causa contraddizione in termini il derby patria contro Unione europea.

Il governo Draghi è la testimonianza di come anche l'ideologia politica al tempo della pandemia sia stata messa da parte, apparentemente anch'essa finalmente superata in nome delle necessità urgenti del Paese e dei cittadini. Al governo convivono centrodestra e centrosinistra, dopo aver vissuto una battaglia senza esclusione di colpi per lo meno trentennale. Che in termini di riformismo ha più distrutto che costruito. L'Italia degli ultimi anni è anche sempre più convintamente europesita, e i successi ottenuti in termini di contrattazione con Bruxelles per ottenere la giusta attenzione del Recovery Fund testimoniano questa tendenza.

Non sprechiamo questa occasione di unità. Unica. L'Italia dei Campanili, degli azzeccagarbugli, della burocrazia nemica dei cittadini e delle imprese deve lasciare spazio a una democrazia realmente compiuta, matura, caratterizzata da un popolo libero e coeso ricco di un patrimonio culturale immenso che unisce senza interruzioni la Sicilia alla Valle d'Aosta. Libero di respirare, muoversi, studiare, lavorare, scegliere.

Gli Italiani sono uniti da valori quali la libertà, l'uguaglianaza, la solidarietà, la pace, il benessere comune, le pari opportunità (non solo intese come gender gap). Che le Istituzioni e la politica si dimostrino finalmente capaci di riforme che appassionino nuovamente i cittadini alle Istituzioni e rendano orgogliose le persone di pagare le tasse, usufruire di un Servizio Sanitario Nazionale tra i migliori al mondo, valorizzare un Paese che dovrebbe e potrebbe essere la Svizzera del Mediterraneo. E che gli Italiani per tutta risposta rispolverino quella creatività, pensiero innovatore e senso civico che li hanno resi unici nel mondo. Il popolo di santi e di eroi ha ora bisogno di nuovi audaci navigatori.

Migliorassimo anche solo di poco la pandemia potrebbe essere servita ad una presa di coscienza nel cuore di tutti, ma ancora nelle azioni e nei comportamenti di pochi.

 

Photo Credits: La Voce di Maria

 

 

 

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