Politica

Riduzione numero dei parlamentari: cosa prevede il provvedimento approvato dalla Camera

13
Maggio 2019
Di Redazione

 

La scorsa settimana l’Assemblea della Camera ha approvato la proposta di legge costituzionale che prevede la riduzione del numero dei parlamentari. In particolare, secondo il provvedimento, già approvato a febbraio dal Senato e che adesso ritornerà a Palazzo Madama per la terza lettura, i deputati passeranno da 630 a 400, mentre i senatori da 315 a 200. Inoltre, potranno essere al massimo 5 i senatori a vita nominati dal Presidente della Repubblica.

La riforma, che secondo il Ministero delle Riforme, Riccardo Fraccaro, va in un’ottica di snellimento e di efficienza del processo legislativo, dispone una riduzione dei parlamentari del 36,5%. Si ricordi che il numero dei parlamentari nel nostro Paese è previsto dalla Costituzione in numero fisso, mentre in precedenza era proporzionato alla popolazione. Con la riduzione prevista dal provvedimento cambia dunque il numero medio di cittadini per ciascun parlamentare eletto, passando a poco più di 150.000 abitanti per gli eletti alla Camera e per circa 302.000 cittadini per i senatori. Inoltre, cambiano anche i numeri per gli eletti nelle circoscrizioni estere: in Senato saranno 4 (e non più 6) gli eletti all’estero, mentre alla Camera il numero scende a 8 (fino ad oggi sono stati 12).

Il provvedimento, qualora dovesse concludere il suo iter in tempo, sarà operativo a partire dalla data del primo scioglimento o cessazione delle Camera successiva all’entrata in vigore del disegno di legge e comunque non prima che siano decorsi, da quest’ultima, sessanta giorni. La specifica della decorrenza dei 60 giorni è resa necessaria al fine di permettere l’adozione del decreto legislativo per la determinazione dei collegi elettorali, normativa sulla quale il ddl influisce.

Inoltre, tale riduzione influirà anche su varie dinamiche di procedimenti parlamentari, come l’elezione del Presidente della Repubblica. Insomma, si tratta di una modifica non da poco che, qualora dovesse essere portata a compimento, rappresenterebbe il primo risultato in materia di efficienza del processo legislativo che governi di colori diversi in vari tentativi nelle passate legislature hanno provato a far passare.

 

Fabiana Nacci

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