Politica

Il punto del Ministro per il Sud in materia di regionalismo differenziato

12
Giugno 2019
Di Redazione

 

Nella giornata di ieri, martedì 11 giugno, la Commissione parlamentare per le questioni regionali ha ascoltato il Ministro per il Sud, Barbara Lezzi. L’audizione, durata circa un’ora, è stata ricca di contenuti e di precisazioni da parte della Ministra, al fine di mettere a bada tutti quei timori riguardanti la popolazione delle Regioni meno virtuose, in particolare quelle del meridione.

In particolare la Ministra Lezzi ha chiarito subito che “dall'applicazione dell'articolo 116 della Costituzione non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, né un aumento della pressione fiscale. Un rilievo particolare assume in questo contesto l'articolo 119 della Costituzione, senza dimenticare i riferimenti all'obbligo di solidarietà con i territori con minore capacità fiscale per abitante". La Ministra ha dunque ricordato che, seppur l’art. 119 della nostra Costituzione fissi il principio di autonomia finanziaria degli enti territoriali, “tale autonomia di entrata e di spesa è limitata dal rispetto dell'equilibrio di bilancio e dal concorso al rispetto dei vincoli dell'ordinamento dell'Unione europea. Questo significa che, sulla base della giurisprudenza della Corte costituzionale, il rapporto Stato-Regioni risulta oggi guidato dal principio del coordinamento per obiettivi nel rispetto del criterio di proporzionalità e ragionevolezza di cui all'articolo 3 della Costituzione".

Inoltre, la Ministra ha affermato che nel processo che va verso un regionalismo differenziato, un ruolo fondamentale e imprescindibile deve essere affidato al Parlamento, affermando: “Sul tema del regionalismo differenziato attore essenziale è il Parlamento: è necessario, una volta condivisi e validati finanziariamente i testi all'interno del Governo aprire un confronto nel merito, attivando un'azione parlamentare che veda il ruolo centrale di indirizzo alle Camere nei confronti sia dell'esecutivo statale che dei governi regionali coinvolti nelle intese da sottoscrivere". Andando ancor più nello specifico, la Lezzi ha dichiarato che i contenuti dell’autonomia differenziata “non possono estendersi a tutte le materie del 117 terzo comma (…) dal momento che il risultato cui si giungerebbe condurrebbe ad una distorsione degli ambiti di riparto tra Stato e Regioni difficilmente compatibile con la stessa Costituzione, sia in relazione alle potestà statali sia in relazione alle altre regioni a statuto ordinario".

A tal proposito ha aggiunto che: “Le richieste di autonomie, previste nel contratto di governo, devono essere accolte, senza però che questo rappresenti uno strumento per favorire alcune regioni a scapito di altre: il completamento del suo iter non dovrà in alcun modo comportare un surplus fiscale trattenuto al Nord”.

In più la Ministra ha posto l’accento su alcune questioni specifiche come quelle legate alla sanità e in particolare ai Lea. Infine la Ministra Lezzi ha espresso alcune parole positive per la sua collega di Governo – ma non di partito! – e cioè sulla Ministra Stefano, affermando: “La Stefani ha fatto un ottimo lavoro: ha incontrato i ministri, i presidenti di Regione, ma resta il fatto che il testo finale non è ancora stato presentato: io ho visto solo le bozze di febbraio. Quando arriverà il testo che recepisce anche le osservazioni del ministro Tria, molto importanti per fare una stima degli eventuali costi per le altre Regioni, per quanto mi riguarda sono pronta ad andare avanti. Se il ministro Stefani vorrà presentarlo anche nel Consiglio dei ministri di oggi sono prontissima a recepirlo. (…) È doveroso rispettare la volontà da parte dei cittadini di vedere riconosciuta la loro richiesta di autonomia. Io sono pronta a rispettarla, l'importante è che ci sia un testo coerente con la Costituzione, e coerente con quello che è il Contratto di governo che prevede maggiore attenzione verso i territori, ed un'azione di governo tesa a colmare il gap infrastrutturale, economico e di sviluppo, oltre che su scuola e formazione, che c'è molte Regioni. Questo a mio avviso si può fare tranquillamente e anche in maniera molto serena, e quindi sono prontissima ad andare avanti”.

 

Fabiana Nacci

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