Politica
Dl Bollette, un emendamento riaccende il confronto tra operatori e solleva dubbi su concorrenza, regole e tutela dei consumatori nel nuovo scenario multiservizi
Di Paolo Bozzacchi
(Articolo pubblicato su L’Economista, inserto de Il Riformista)
Che il libero mercato sia davvero libero per tutti. Operatori compresi. I settori telecomunicazioni ed energia sono sovrapposti: oggi le Telco vendono energia e le Utilities connettività. L’obiettivo comune è sostenere i ricavi, ma il mercato langue. Talvolta si ha la sensazione che tra le due realtà l’impegno per battere la concorrenza prevalga ancora sulla logica del fare squadra. Paradigmatico il caso dell’emendamento last minute al Dl Bollette, che di fatto alimenta le acredini tra Telco e Utilities, danneggiando nel contempo i consumatori.
Le escluse di turno dalla modifica dell’ultim’ora sono le Telco che offrono anche servizi energetici (luce e gas), alle quali dopo 60 giorni dall’entrata in vigore del Dl Bollette verrebbero vietate le comunicazioni commerciali sui contratti relativi all’energia. Il marketing resterebbe invece consentito solamente alle Utilities. Il risultato di una tale stortura sarebbe il danno diretto ai consumatori finali, che non potrebbero più essere informati a 360° sulle offerte più vantaggiose del mercato “libero” per definizione. Uniche eccezioni consentite dal testo attuale sarebbero le richieste pervenute direttamente dagli stessi consumatori attraverso interfacce digitali del professionista, oppure i contatti verso i clienti che esprimano un consenso specifico. In altre parole fine pena mai.
Sarebbe l’ennesima stratificazione di una cornice regolatoria già complessa, di cui da tempo tutti gli operatori si lamentano. L’emendamento in questione ha allertato l’associazione di categoria Asstel, che ha rapidamente diffuso una nota. “Nell’interesse del settore delle Tlc Asstel ha prontamente rappresentato tale criticità a Governo e Parlamento, nella convinzione che si debba evitare l’introduzione nel mercato di nuove asimmetrie normative a sfavore delle telecomunicazioni. Se le regole devono essere uguali allora devono essere applicate anche alle sollecitazioni commerciali sulla connettività da parte degli operatori dei mercati energetici”. Asstel ritiene utile un intervento correttivo, soprattutto tenendo in considerazione che “le imprese tlc denunciano da tempo un calo dei ricavi a fronte di investimenti rilevanti (su reti mobili e fisse) e la necessità di una politica industriale dedicata.
Siamo il motore dell’innovazione digitale del Paese – rivendicano – ma questo emendamento non sembra tener conto dell’evoluzione del settore anche verso altri mercati”. Ora sta a Governo e Parlamento correggere il tiro: durante l’esame del Dl Bollette alla Camera, è stato approvato un ordine del giorno – presentato dalla Lega – che impegna il Governo a estendere, in uno dei prossimi provvedimenti, le misure approvate anche al settore dei servizi di telecomunicazioni, “al fine di garantire un quadro regolatorio omogeneo e un livello uniforme di tutela dei consumatori rispetto alle sollecitazioni commerciali non richieste”.
Un intervento in questa direzione favorirebbe senza dubbio lo sviluppo del mercato multiservizi, nel quale i consumatori, in una logica di one-stop-shop, possono rivolgersi all’operatore economico di cui si fidano di più per avere telecomunicazioni, gas, luce, assicurazioni e altro. D’altronde la spinta verso offerte combinate tra energia, connettività e servizi digitali è la strada imboccata da Telco e Utilities. Solo costruendo una politica industriale che accompagni la convergenza definitiva tra diversi mercati sarà possibile favorire sia la crescita di tutti i player sia la miglior tutela dei consumatori. Tutte le squadre migliorerebbero il proprio livello tecnico, e magicamente si costruirebbero da zero nuovi stadi più grandi, dove giocare le partite (anche internazionali) che contano.





