Politica

Dl Bollette: ok in Cdm, nel testo il disaccoppiamento dei prezzi di gas ed elettricità

19
Febbraio 2026
Di Giampiero Cinelli

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo decreto Energia (o decreto bollette), un intervento da circa 5 miliardi di euro complessivo per alleggerire il peso delle bollette su famiglie e imprese nel 2026 e negli anni immediatamente successivi. Per le famiglie più vulnerabili, il provvedimento introduce un contributo straordinario annuale di 115 euro sulla bolletta elettrica. Questo aiuto si rivolge agli utenti domestici con ISEE fino a 9.796 euro (o fino a 20.000 euro per i nuclei con almeno quattro figli a carico). L’importo si somma ai circa 200 euro già previsti dal bonus sociale elettrico, portando il sostegno totale a circa 315 euro annui per questi nuclei (che sono circa 2,7 milioni).

Inoltre, per le famiglie con ISEE fino a 25.000 euro che non accedono al bonus sociale, i fornitori di energia elettrica potranno riconoscere volontariamente uno sconto di almeno 60 euro all’anno sulla bolletta. Le aziende che decideranno di applicare questa riduzione riceveranno dall’ARERA un’apposita attestazione, utilizzabile anche per scopi promozionali e commerciali. Sul fronte delle imprese, il decreto accelera i tempi di pagamento degli oneri di sistema dovuti allo Stato e introduce un aumento di 2 punti percentuali dell’aliquota IRAP a carico delle società energetiche. Le risorse aggiuntive così raccolte serviranno proprio a ridurre gli oneri di sistema a carico delle piccole e medie imprese, contribuendo a tagliare i costi delle bollette.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato come il provvedimento contenga «un meccanismo che introduce di fatto il disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas». Grazie a interventi mirati sui costi del gas, si prevede una riduzione del prezzo finale sia dell’elettricità che del metano per famiglie e imprese. In particolare, alcune norme favoriscono l’accesso a energia rinnovabile a prezzi più contenuti, svincolandola dalle fluttuazioni del gas. Confermato anche l’intervento sul sistema ETS (Emission Trading System), il meccanismo europeo di scambio delle quote di emissione di CO₂ che grava sui produttori di elettricità da fonti fossili.

La premier lo ha definito «una tassa dell’Europa», e il governo punta a scorporare il costo degli ETS dalla formazione del prezzo delle energie rinnovabili (come idroelettrico e solare), in modo da abbassare ulteriormente le tariffe. Per rendere operativa questa misura serve però il via libera della Commissione europea. In sintesi, il decreto combina aiuti diretti alle fasce più deboli, incentivi alla volontarietà dei fornitori e interventi strutturali per rendere più competitivo e meno dipendente dal gas il sistema energetico italiano.

Le norme, le cui implicazioni destano molta attenzione, dovranno ora passare per il Parlamento ed eventuali modifiche. Dal vaglio delle due Camere emergeranno anche i dettagli tecnici delle misure. Soddisfatta Confindustria, che ha espresso fiducia per la direzione presa con le dichiarazioni del Presidente Emanuele Orsini. Tuttavia oggi le aziende energetiche a Piazza Affari hanno aperto in negativo, ma secondo gli esperti è solo la coincidenza delle tensioni tra Usa e Iran e del rischio di intervento militare.