Politica

Divorzio: la Camera approva la riforma dell’assegno di mantenimento

16
Maggio 2019
Di Redazione

 

Nella seduta di martedì 14 maggio, l’Assemblea della Camera ha approvato le modifiche all'articolo 5 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, in materia di assegno spettante a seguito di scioglimento del matrimonio o dell'unione civile. Il disegno di legge, a prima firma dell’On. Morani (PD), ora passa al Senato per la seconda lettura. Obiettivo del disegno di legge è quello di aggiornare le previsioni normative sull’assegno di mantenimento alla luce del modificato contesto sociale, considerato che si tratta di una disciplina che è stata introdotta nel nostro Paese negli anni ’70.

Anzitutto la proposta di legge modifica le disposizioni precedenti prevedendo un superamento del parametro del tenore di vita; infatti, con la sentenza di scioglimento del matrimonio, il giudice potrà disporre anche un assegno a favore di uno dei due coniugi. Per farlo, il tribunale dovrà valutare vari elementi come la durata del matrimonio, l’età e lo stato di salute del coniuge richiedente, il patrimonio e il reddito di entrambi, il contributo di ognuno alla conduzione familiare, la ridotta capacità reddituale che tenga in considerazione anche un’eventuale mancata formazione professionale dovuta all’adempimento dei doveri coniugali.

Nel corso dell’esame alla Camera non è stata approvata una misura che prevedeva un assegno “compensativo”, cioè destinato ad “equilibrare, per quanto possibile, la disparità che lo scioglimento o la cessazione degli effetti del matrimonio crea nelle condizioni di vita rispettive dei coniugi”. Luce verde invece per la proposta per cui il giudice, oltre a valutare l’importo dell’assegno, potrà definirne anche un termine temporale. In ogni caso l’assegno non è dovuto nel caso di nuove nozze o di unione civile o convivenza con un’altra persona. Le misure previste dal disegno di legge potranno applicarsi anche ai procedimenti in corso. Positivi i commenti da parte dei parlamentari e da parte dei membri del Governo. In particolare, il Sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone, ha affermato “L’obiettivo è quello di aggiornare e migliorare questa materia rispetto a una realtà sociale certamente mutata nel corso degli anni arrivando a un intervento normativo che superi la ‘visione patrimonialistica del matrimonio‘ quale sistemazione definitiva. Non è infatti da ritenere più attuale il riferimento al tenore di vita goduto durante il matrimonio come parametro per la determinazione dell’assegno in esame”.

 

Fabiana Nacci

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