Politica

Bollette, l’intermediario diventa visibile: così cambia il mercato dell’energia

10
Aprile 2026
Di Alessandro Caruso

(Articolo pubblicato per L’Economista, inserto de Il Riformista)
Il mercato dell’energia prova a correggere una delle sue principali fragilità strutturali: l’asimmetria informativa tra operatori e consumatori. Con l’approvazione dell’emendamento inserito nel Dl Bollette, il legislatore interviene su un punto tanto tecnico quanto decisivo, introducendo l’obbligo di indicare in bolletta – almeno nei formati elettronici – l’identità dell’intermediario attraverso cui è stato sottoscritto il contratto di fornitura. Un passaggio che, al di là della portata normativa, segna un cambio di paradigma nella relazione tra cliente finale e filiera commerciale dell’energia, tradizionalmente opaca e frammentata.

La misura, promossa dall’onorevole Andrea Barabotti (Lega) e sostenuta trasversalmente in Parlamento, si inserisce in una fase particolarmente delicata per il settore, ancora esposto alla volatilità dei prezzi energetici, acuita dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalle dinamiche dei mercati internazionali. In questo contesto, la trasparenza non è solo un principio regolatorio, ma uno strumento di stabilizzazione del sistema, capace di rafforzare la fiducia e ridurre i margini per pratiche commerciali aggressive o poco chiare. Il cuore dell’intervento è semplice: rendere visibile il soggetto che ha intermediato la vendita di luce o gas, mantenendo l’informazione confinata al rapporto tra fornitore e cliente. Una soluzione che prova a bilanciare due esigenze apparentemente contrapposte, quella della trasparenza e quella della riservatezza commerciale, senza alterare gli equilibri competitivi tra operatori.

Dal punto di vista economico, l’impatto potenziale è significativo. La tracciabilità dell’intermediazione introduce infatti un principio di responsabilità diretta lungo la catena di vendita, con effetti che potrebbero riverberarsi sulla qualità dei servizi offerti e sulla selezione stessa dei canali commerciali. Non è un caso che il provvedimento sia stato accolto con favore da Assocompara, l’associazione che riunisce i principali comparatori online, per i quali la misura rappresenta un allineamento del settore energetico a standard già consolidati in altri comparti regolati, come quello assicurativo e del credito. In quei mercati, vigilati rispettivamente da IVASS e OAM, la piena identificabilità dell’intermediario è ormai un prerequisito di funzionamento, non un elemento accessorio. «Più trasparenza significa maggiore tutela e più fiducia tra utenti, operatori energetici e loro canali di vendita», ha sottolineato il presidente Alessio Santarelli, evidenziando come la conoscenza del soggetto attraverso cui si sottoscrive un servizio essenziale rappresenti un diritto prima ancora che una garanzia operativa. Il riferimento implicito è a un modello di mercato in cui la concorrenza si gioca sulla qualità e sulla reputazione, non sull’opacità delle informazioni. «Mettere in chiaro l’intermediario sulla bolletta significa aumentare trasparenza e responsabilità nel mercato dell’energia e rafforzare la tutela dei consumatori. Un passo concreto verso un mercato più chiaro e più concorrenziale», ha aggiunto Barabotti.

 In prospettiva, la norma potrebbe contribuire a ridurre il contenzioso e a rendere più efficaci i meccanismi di tutela, facilitando l’individuazione delle responsabilità in caso di disservizi o pratiche scorrette. Ma soprattutto, potrebbe incidere sulla percezione complessiva del mercato libero, ancora oggi guardato con diffidenza da una parte significativa dei consumatori. Resta da capire se questo intervento sarà sufficiente a innescare un cambiamento più ampio o se si limiterà a correggere una singola distorsione. Di certo, segna una direzione: quella di un mercato energetico che, per funzionare davvero, deve prima di tutto essere comprensibile.

Mettere in chiaro l’intermediario sulla bolletta significa aumentare trasparenza e responsabilità nel mercato dell’energia e rafforzare la tutela dei consumatori. Un passo concreto verso un mercato più chiaro e più concorrenziale.