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Nucleare: la scadenza del New Start coincide con un intreccio negoziale Usa-Russia

06
Febbraio 2026
Di Giampiero Gramaglia

La ripresa dei contatti militari ad alto livello tra Usa e Russia, annunciata dal Washington Post, stamane, con grande rilievo, “è un derivato degli sforzi in atto per porre fine alla guerra in Ucraina” e coincide con la scadenza di un trattato nucleare chiave tra Washington e Mosca, il New Start, l’ultimo accordo atomico esistente tra Usa e Russia.

In questo contesto, la ripresa dei contatti militari ad alto livello, sospesi dal 2021, dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, è un buon viatico per un negoziato sul nucleare tra Washington e Mosca che conduca a un nuovo accordo “ammodernato” e adeguato ai tempi. Il presidente Usa Donald Trump vuole coinvolgere nella trattativa la Cina, che, per ora, nicchia.

Ucraina, Iran, Ue-Russia: trattative e decisioni, segnali contraddittori

L’attenzione mediatica sulla ‘variabile nucleare’ coincide con l’aggiornamento, ad Abu Dhabi, negli Emirati arabi uniti, dei colloqui trilaterali Ucraina-Russia-Usa – il secondo round non ha apparentemente prodotto grandi risultati – e con l’inizio, a Mascate, nell’Oman, degli incontri Iran-Usa.In merito, la Cnn sostiene che l’Iran pone, al presidente Trump, “un difficile dilemma” e non è certo “una vittoria facile”: “una guerra con il regime clericale di Teheran sarebbe una grossa scommessa per un presidente che in casa si muove su un terreno politico instabile” e la cui base non gradisce impegni militari all’estero di lunga durata.

A Mascate, nell’Oman, i negoziatori iraniani e americani parlano, oltre che del programma nucleare iraniano, dei missili di Teheran che possono colpire Israele, delle milizie filo-iraniane attive nella Regione e della situazione interna iraniana dopo le massicce proteste e la feroce repressione del mese scorso
E mentre Politico s’interroga se “l’Unione europea può staccarsi dall’America di Trump”, cercando, commerciale, nuovi sbocchi in India, in Turchia, nell’America del Sud e altrove, Trump, su Truth, apre ale trattative con la Russia sul nucleare: “Invece di prorogare il trattato ‘New Start’, un’intesa mal negoziata dagli Stati Uniti e che, tra l’altro, viene gravemente violata, dovremmo … elaborare un nuovo trattato, ammodernato e migliorato, che possa durare a lungo nel tempo”.

Il New Start, la cui validità è appena spirata, venne firmato nel 2010 dagli allora presidenti Usa Barack Obama e russo Dmitry Medvedev e limitava gli arsenali nucleari delle due parti. Mosca sarebbe stata disponibile a prolungarne la validità per un anno, nelle more di una trattativa sul rinnovo. Washington ha preferito lasciarlo scadere. Notizie di stampa secondo cui le due parti intendono continuare a rispettare l’intesa in attesa dell’esito del negoziato non trovano conferme.

Per Euractiv, la scadenza del New Start “è l’ennesimo segnale che gli Stati Uniti hanno rinunciato al loro ruolo di difensori dell’Europa”, mentre l’Ue manda segnali contradditori a Washington e Mosca. Da una parte, nota Euronews, c’è una spinta fra i 27 a parlare con il presidente russo Vladimir Putin. Dall’altra, Bruxelles mira ad azzerare l’approvvigionamento d’energia dalla Russia e a inasprire i controlli sull’export di petrolio russo, ponendo così problemi a Mosca per finanziare il conflitto in Ucraina.
Ieri, il Consiglio dei Ministri dell’Ue ha anche perfezionato l’accordo per fornire 90 miliardi di euro di sostegno finanziario all’Ucraina, facendo debito comune – l’intesa politica era stata raggiunta dai leader dei 27 a dicembre -.

Nucleare : lo stato dell’arte tra Washington e Mosca

Citando sue fonti, Axios, mercoledì, sosteneva che Usa e Russia avevano concordato il rinnovo o almeno una proroga del New Start. Ma il trattato è formalmente scaduto e una proroga non è stata formalizzata. Un funzionario statunitense ha dichiarato: “Abbiamo convenuto con la Russia di agire in buona fede e di avviare una discussione su come aggiornare” l’accordo.
In pratica, entrambe le parti intendono rispettare i termini dell’intesa per almeno sei mesi, lasciando spazio ai negoziati. Il motivo principale per cui la Casa Bianca non vuole la proroga del New Start è che esso non vincola la Cina, che ha un arsenale nucleare molto più piccolo di Usa e Russia – neppure la metà -, ma che è in rapida espansione.

Per il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, “Mosca porterà avanti il dialogo” sul nucleare, “se ci saranno risposte costruttive” da parte statunitense. La Cina ha invece escluso di volere partecipare “in questa fase” a trattative sul nucleare, proprio perché “le capacità atomiche della Cina sono completamente diverse da quelle di Usa e Russia”.
I margini d’incertezza alimentano timori di una fase di riarmo nucleare e di rischi di proliferazione.