Esteri

Mattarella all’Onu: fiducia nel multilateralismo, nonostante debolezza e inefficacia

07
Maggio 2024
Di Giampiero Gramaglia

L’imperativo di “interrompere la spirale di azione e reazione che aggrava i problemi e non consente di risolverli” è stato espresso dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell’incontro al Palazzo di Vetro di New York con il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres.

Il capo dell’Onu aveva appena giudicato “intollerabile”, per le sue “devastanti conseguenze umanitarie e per l’impatto destabilizzante nella Regione”, un’invasione di Rafah, da parte d’Israele, nella Striscia di Gaza. Guterres aveva lanciato un “forte appello a Israele e Hamas perché concludano un accordo vitale, un’opportunità che non si può perdere”.

La visita di Mattarella all’Onu voleva “testimoniare ancora una volta – ha detto il presidente – quanto l’Italia abbia fiducia nelle Nazioni Unite, e anche nella loro azione. Tanto più nel Mondo crescono le crisi, le difficoltà, le contrapposizioni e i contrasti, tanto più si afferma quanto vi sia l’indispensabile bisogno dell’azione Onu”, per quanto essa appaia debole e inefficace nell’affrontare le crisi del Pianeta, perché “la buona volontà, a volte, non basta”..

All’attestato di fiducia di Mattarella, Guterres ha risposto con l’elogio dell’Italia, che è “pilastro fondamentale del multilateralismo e partner esemplare delle Nazioni Unite”: “In ogni area, l’Italia è sempre presente, nelle operazioni di peacekeeping, nello sviluppo sostenibile, sul fronte clima, nei diritti umani. E’ molto importante dirlo ora che l’Italia ha la presidenza del G7”.

Guterres ha aggiunto: “Un motivo in più per essere grati all’Italia sono i 1.081 militari italiani nell’Unifil – la forza Onu al confine tra Libano e Israele, ndr -, in circostanze estremamente pericolose, … che rappresentano un generoso contributo dell’Italia al Mondo e costituiscono la dimostrazione del fortissimo impegno con l’Onu, il multilateralismo, la pace”.

Impegno multilaterale, timori per la pace e anche il ruolo della disinformazione nell’erosione delle democrazie sono stati i temi della visita a New York del presidente Mattarella, centrata, nella giornata di lunedì, sul ruolo dell’Onu., foro per antonomasia di dialogo e multilateralismo.

Un incontro alla Columbia University, epicentro delle proteste pro-palestinesi che scuotono decine di atenei negli Stati Uniti, era invece stato annullato venerdì scorso. Anche per questo, Mattarella ha trovato modo d’elogiare New York come “straordinario centro di tolleranza” e d’esaltare le collaborazioni fra università come “ponti di dialogo”. 

Non erano previsti, in questa missione, da domenica a oggi, contatti con l’Amministrazione Usa. Il presidente italiano ha già incontrato il presidente Usa Joe Biden alla Casa Bianca nel 2021, mentre la premier italiana Giorgia Meloni è stata a Washington a inizio marzo, proprio in quanto presidente di turno del G7.

Mattarella all’Onu: “trovare e costruire strade per la pace”

Aprendo i lavori del foro su ‘Pace, Giustizia e Istituzioni per lo Sviluppo Sostenibile’, Mattarella denuncia “visioni ottocentesche e pulsioni di potenza” che, ancora presenti nel nostro Pianeta, “ritardano soluzioni politiche condivise e alimentano i conflitti, mai così tanti da Seconda Guerra Mondiale”.

Il riarmo generalizzato intralcia e rende impossibile la crescita e ostacola il conseguimento di pace e inclusione che sono basi e cardini della nostra Costituzione.

Fabrizio Finzi, l’inviato dell’ANSA al seguito del presidente, ce ne racconta così l’approccio: “Pace e Sviluppo hanno destini incrociati. Non può esservi l’uno, senza l’altra … I conflitti divorano enormi risorse nella corsa agli armamenti, sottraendole allo sviluppo … Dunque, l’appello a costruire le condizioni necessarie per la pace e per porre fine ai conflitti non potrebbe essere più necessario e urgente”.

Mattarella accompagna l’appello con un richiamo alla libertà di stampa, d’informazione e d’espressione, che parte dalla disinformazione che spadroneggia e condiziona le democrazie. dove è chiaro il riferimento alla Russia; ma che può anche essere letto in chiave italiana, dopo che il rapporto 2024 sulla libertà di stampa di Reporter Senza Frontiere vede l’Italia scivolare indietro, dal 41° al 46° posto. “Fronteggiamo oggi – osserva il presidente – un pericolo ulteriore, che mina il rapporto di fiducia con le istituzioni e tra i Paesi, quello della disinformazione”. Venerdì scorso, la Giornata mondiale per la libertà di stampa ha ricordato, se mai ce ne fosse bisogno, “il valore della libertà d’informazione per il mantenimento della democrazia”.

Gli interventi di Mattarella alle Nazione Unite, quello al foro per lo Sviluppo Sostenibile e quello – successivo – all’Assemblea generale, sono stati tesi a sottolineare la necessità di rafforzare ruolo ed efficacia dell’Onu, anche per fare passi avanti nello sviluppo sostenibile. I danni della guerra, di un riarmo cieco ed irrazionale, stanno “drammaticamente rallentando” l’agenda internazionale sulla lotta ai cambiamenti climatici: il proliferare di tragici conflitti “allontana dal dare priorità” al cambiamento climatico, nonostante “l’’intensificarsi degli effetti negativi”. Le conseguenze sono disastrose: ”Allo stato attuale, solo una modestissima percentuale degli obiettivi dell’Agenda 2030 sarebbe raggiungibile nei tempi dati”, constata il presidente. Eppure, nonostante le guerre, “una decisa accelerazione verso il raggiungimento dei nostri obiettivi comuni appare imprescindibile”.

Naturalmente la richiesta accorata di “trovare e costruire strade per la pace”, dall’Est dell’Europa al Medio Oriente, non significa certo, per il Quirinale. allentare l’aiuto all’Ucraina e neppure affievolire l’esatta percezione di chi sia l’aggressore e chi l’aggredito. Ma la corsa forsennata e disordinata ad armarsi non è la strada giusta per il presidente, che da sempre chiede di ripensare la difesa europea. Una visione organica e strutturata ben diversa dalle folli e dispendiose corse nazionali agli armamenti.

Per Mattarella, le Nazioni Unite restano, “con tutte le loro difficoltà”, il luogo in cui “il Mondo s’incontra per cercare di convivere in modo sereno … e per trovare una sintesi positiva”: certezze, o forse auspici, che il presidente ha anche ribadito incontrando i funzionari italiani che lavorano per il Palazzo di Vetro.

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