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Consiglio dei ministri, slitta la Manovra: trattativa con l’Ue e nodo banche
Di Giampiero Cinelli
Il disegno di legge di Bilancio per il 2027 non arriverà in Consiglio dei ministri nella giornata di oggi. Il governo ha deciso di prendersi qualche giorno in più, con la possibilità che l’esame del provvedimento slitti a mercoledì 28 ottobre, in attesa delle risposte della Commissione europea alle richieste italiane di maggiore flessibilità sulle regole di spesa.
Il termine del 20 ottobre non è perentorio e il vertice di maggioranza tenutosi il 19 ottobre a Palazzo Chigi si è concluso senza una definizione completa delle misure. L’incontro, descritto come interlocutorio, sarà seguito da un’ulteriore riunione per sciogliere i principali nodi ancora aperti.
Al centro del confronto ci sono soprattutto il contributo richiesto a banche e assicurazioni, le misure fiscali per il ceto medio e le risorse da destinare a famiglie e imprese.
Banche e assicurazioni, si tratta su un contributo da 5 miliardi
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni avrebbe condiviso l’orientamento di chiedere al settore bancario e assicurativo un contributo complessivo di 5 miliardi di euro per finanziare la manovra, il cui valore inizialmente previsto è di 23,5 miliardi.
Il tema ha provocato un confronto nella maggioranza. Meloni avrebbe invitato il vicepremier Matteo Salvini a moderare i toni, evitando di insistere sulle accuse relative agli extraprofitti degli istituti finanziari.
Forza Italia continua a opporsi a interventi unilaterali, sostenendo la necessità di raggiungere un accordo con i soggetti interessati. Anche la premier avrebbe indicato la strada della negoziazione per definire la misura.
Nel frattempo, sarebbe stata congelata l’ipotesi di estendere fino a 60mila euro di reddito il secondo scaglione Irpef, quello con un’aliquota del 33%. Si tratta di un intervento fiscale che il governo aveva a lungo considerato tra le possibili misure della legge di Bilancio.
Le risorse della manovra e il confronto con Bruxelles
La dimensione complessiva del provvedimento potrebbe aumentare fino a 25-30 miliardi di euro, qualora la Commissione europea concedesse ulteriori margini di flessibilità.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha tuttavia chiarito che qualsiasi incremento della spesa dovrà essere accompagnato da coperture finanziarie. La possibilità di ricorrere al deficit resta quindi circoscritta ai 14,4 miliardi già autorizzati dall’Unione europea per energia e difesa.
Le risorse sono suddivise in due stanziamenti da 7,2 miliardi ciascuno. Per l’energia, gli interventi punteranno a ridurre il consumo di fonti fossili e ad aumentare la produzione di elettricità da fonti rinnovabili.
Per la difesa, invece, i finanziamenti riguarderanno il personale e l’ammodernamento dei sistemi d’arma, compresi droni e strumenti per la cybersicurezza.
Famiglie e imprese, almeno 8,5 miliardi tra sostegni e investimenti
Una parte rilevante della manovra sarà destinata alle politiche familiari e sociali. Almeno 5 miliardi di euro dovrebbero finanziare interventi per sostenere la natalità e il potere d’acquisto, con particolare attenzione ai giovani e a possibili agevolazioni fiscali attraverso la flat tax.
Per le imprese sono previsti altri 3,5 miliardi, destinati alle misure di Transizione 5.0. Tra gli interventi allo studio figurano la proroga e un possibile rafforzamento dell’iperammortamento per gli investimenti in innovazione tecnologica, comprese le applicazioni dell’intelligenza artificiale.
Acquista inoltre spazio l’ipotesi di un’agevolazione fiscale per favorire la crescita dimensionale delle aziende, sostenuta da Confindustria.
Pensioni e flat tax, le richieste dei partiti di maggioranza
Restano da definire alcune delle misure più controverse, a partire dalle pensioni e dalla tassazione dei lavoratori autonomi.
La Lega chiede di consentire il pensionamento a 64 anni con il calcolo contributivo anche a chi ha iniziato a lavorare prima del 1996. Il partito punta inoltre ad ampliare il regime forfettario del 15% per le partite Iva, portando la soglia di ricavi o compensi fino a 100mila euro. Quest’ultima proposta richiederebbe però il via libera dell’Unione europea.
Forza Italia propone invece l’abolizione del bollo per tutti i veicoli e l’introduzione di una no tax area per gli under 35. Noi Moderati sostiene, tra le altre misure, l’applicazione della cedolare secca agli affitti di lunga durata.
Sul fronte delle coperture, oltre al contributo richiesto a banche e assicurazioni, il governo conta di recuperare 1,2 miliardi di euro attraverso tagli alla spesa dei ministeri e circa 750 milioni dal settore dei giochi.





