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Bollo auto, esenzione nel 2027 per 14,5 milioni di veicoli: chi non pagherà e cosa cambia

17
Settembre 2026
Di Giampiero Cinelli

Dal 2027 circa 14,5 milioni di veicoli saranno esentati dal pagamento del bollo. Il provvedimento esaminato dal Consiglio dei ministri introduce l’agevolazione per una parte consistente del parco circolante italiano, con un costo stimato in circa 2,36 miliardi di euro. La norma riguarda i versamenti della tassa automobilistica con termine ordinario di pagamento compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027, mentre il governo ha già annunciato l’intenzione di trasformare successivamente l’intervento in una misura strutturale.

Chi ne beneficia
Il criterio principale per le automobili è quello della potenza. Potranno beneficiare dell’esenzione le persone fisiche tenute al pagamento della tassa automobilistica per vetture alimentate a benzina o gasolio con potenza fino a 80 kW, equivalenti a circa 109 cavalli. Sono comprese anche le automobili nelle quali queste motorizzazioni sono abbinate a un’altra fonte di propulsione e, dunque, le ibride mild, full e plug-in. In base al perimetro indicato dalla norma, invece, le auto elettriche pure restano escluse.

Il beneficio può essere utilizzato da ciascuna persona per un solo veicolo. Se lo stesso proprietario possiede più automobili che rispettano i requisiti, l’esenzione viene riconosciuta a quella con la potenza inferiore. La disposizione interessa anche le Regioni a statuto speciale.

Per verificare il requisito della propria automobile basta consultare la carta di circolazione: la potenza netta massima espressa in kW è riportata al campo «P.2». Il limite degli 80 kW comprende numerose citycar e utilitarie, oltre ad alcune versioni di crossover e vetture di dimensioni maggiori.

Tra i modelli presenti sul mercato che offrono motorizzazioni sotto questa soglia figurano Fiat Pandina, Dacia Sandero, Citroën C3, Toyota Yaris, Renault Clio, Volkswagen Polo, Seat Ibiza, Peugeot 208, Opel Corsa, Hyundai i20 e Lancia Ypsilon. Anche la Jeep Avenger nella versione a benzina 1.2 Turbo da 74 kW rispetta il limite. In molti casi, tuttavia, soltanto alcune motorizzazioni dello stesso modello possono accedere all’esenzione. Stellantis, per esempio, ha recentemente introdotto su diversi modelli compatti versioni d’ingresso con motore 1.2 Turbo da 100 cavalli, che rientrano nella soglia.

L’esenzione per motocicli e ciclomotori

La misura non riguarda soltanto le automobili. L’agevolazione si estende anche a motocicli e ciclomotori, in un Paese nel quale circolano circa 8 milioni di veicoli a due ruote. Anche in questo caso resta fermo il principio secondo cui ciascun beneficiario può ottenere l’esenzione per un solo mezzo.

La norma stabilisce inoltre criteri specifici per individuare il veicolo agevolato quando una stessa persona ne possiede più di uno. Nel caso dei motocicli, viene scelto quello con la potenza minore. Se due o più mezzi hanno la stessa potenza in kW, l’esenzione viene applicata a quello per il quale l’importo ordinario del bollo sarebbe stato più basso.

Per i ciclomotori il criterio è diverso: tra i mezzi che possiedono i requisiti viene selezionato quello con la data di prima immatricolazione più lontana nel tempo. L’esenzione per moto o ciclomotori non può comunque essere utilizzata se il proprietario beneficia già dell’agevolazione per un’automobile fino a 80 kW.

Continueranno invece a pagare il bollo le automobili che superano il limite previsto.

Quanto costa l’esenzione e cosa ricevono le Regioni

Il bollo è un tributo regionale legato al possesso del veicolo e deve essere pagato indipendentemente dal suo utilizzo effettivo. Anche un mezzo inutilizzato continua quindi a essere soggetto all’imposta fino alla vendita o alla radiazione. Il tributo, introdotto per la prima volta nel 1953, varia anche in funzione della potenza del veicolo.

Proprio la natura regionale della tassa rende centrale il problema della compensazione del mancato gettito. Secondo la bozza del decreto esaminata dal Consiglio dei ministri, il costo complessivo dell’esenzione è quantificato in circa 2,36 miliardi di euro. Per Regioni e Province autonome è previsto nel 2027 un trasferimento complessivo di 2,29 miliardi, destinato a compensare la riduzione delle entrate derivante dall’esenzione.

Gli importi spettanti a ciascuna Regione e Provincia autonoma dovranno essere stabiliti entro il 31 marzo 2027. Nella bozza esaminata, tuttavia, non erano ancora indicate le coperture finanziarie, con l’articolo relativo alle disposizioni finanziarie rimasto in bianco.

Meloni: «La misura è pensata per essere strutturale»

La disciplina approvata riguarda formalmente il 2027, ma sul piano politico il governo indica già un orizzonte più lungo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha precisato sui social che «l’abolizione del bollo auto non vale solo per il 2027». Secondo la premier, «come il Governo ha già ampiamente garantito e ribadito, la misura è pensata per essere strutturale, quindi definitiva».

La trasformazione dell’esenzione in una misura permanente richiederà dunque un ulteriore intervento. Antonio Tajani ha assicurato che «il pagamento del bollo verrà tolto dal 70% delle auto, poi diventerà una scelta strutturale. E tutti i soldi saranno restituiti alle regioni, che in questo modo non dovranno spendere per il recupero da chi lo evadeva».

«La fonte finanziaria c’è e i soldi si troveranno, e quindi non dovremo aumentare le tasse», ha aggiunto Tajani a Radio Anch’io. Il leader di Forza Italia ha inoltre ricordato che l’abolizione del bollo era stata proposta da Silvio Berlusconi già nel 2017, respingendo l’interpretazione della misura come iniziativa di propaganda elettorale: «Anche perché si vota fra un anno».

Salvini punta oltre gli 80 kW e interviene sul superbollo

Anche Matteo Salvini punta a rendere permanente l’intervento e ad ampliarne la portata. «Il taglio del bollo è un punto di partenza e non un punto di arrivo», ha spiegato a Rtl 102.5. L’obiettivo, secondo il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, è renderlo «stabile negli anni, strutturale» e verificare già nella prossima legge di Bilancio la possibilità di reperire risorse per estendere l’esenzione anche oltre gli 80 kW.

Resta separata la questione del superbollo, sulla quale il provvedimento non interviene. L’imposta aggiuntiva ammonta a 20 euro per ogni kW di potenza oltre i 185 kW, equivalenti a circa 252 cavalli.

Salvini ha spiegato che al ministero sono in corso le stime e ha quantificato in circa 250 milioni di euro l’anno il gettito del superbollo sulle automobili oltre i 185 kW. La sua proposta non consiste nell’eliminazione immediata dell’imposta per tutti, ma nell’innalzamento della soglia a partire dalla quale viene applicata. Secondo il leader della Lega, un taglio iniziale da 50 milioni di euro potrebbe favorire il mercato e produrre maggiori entrate per lo Stato.