Lavoro

Nasce il Corporate Welfare Lab di Luiss Business School e Edenred

17
Febbraio 2026
Di Giuliana Mastri

Nasce a Roma il Corporate Welfare Lab, l’Osservatorio realizzato da Luiss Business School in collaborazione con Edenred Italia, con l’obiettivo di misurare in modo scientifico il legame tra welfare aziendale e performance economica delle imprese.

Il primo Rapporto Annuale, condotto su un campione di 600 imprese italiane, evidenzia una correlazione diretta tra piani di welfare strutturati e crescita del fatturato. Nelle Piccole Imprese (10-49 dipendenti) le aziende con welfare strutturato registrano un fatturato medio di 6,5 milioni di euro contro i 5,1 milioni delle imprese prive di piani organici, con un differenziale positivo del +26,7%.

Nelle Medie Imprese (50-249 dipendenti) il divario si amplia ulteriormente: le aziende con welfare strutturato raggiungono ricavi medi per 33,9 milioni di euro rispetto ai 26,1 milioni delle imprese senza welfare, con un surplus di valore pari a +7,8 milioni di euro, corrispondente a una crescita del +29,8%.

Il trend si conferma anche nelle Grandi Imprese, dove il differenziale di fatturato associato al welfare strutturato è pari al +19,5%.

Lo studio rileva inoltre che ogni nuovo servizio di welfare attivato, come sanità integrativa, formazione, mobilità o tempo libero, genera un incremento medio del 2,1% del fatturato pro-capite.

Fabrizio Ruggiero, Amministratore Delegato di Edenred Italia, ha dichiarato: «I dati confermano che il welfare aziendale è oggi una leva di politica industriale, capace di generare valore misurabile. Quando una media impresa genera fino a 7,8 milioni di valore in più investendo sulle persone, il messaggio è chiaro: il welfare non è accessorio, è strategia industriale. È uno strumento che ci permette di coniugare la competitività con il sostegno al potere d’acquisto delle famiglie, creando un circolo virtuoso per l’intero Sistema Paese».

L’Osservatorio ha inoltre elaborato un “Indice di dinamismo del capitale umano”, che misura il rapporto tra ingressi e uscite nelle aziende. Nelle imprese con welfare strutturato, per ogni dipendente in uscita si registrano 3,3 nuovi assunti, contro i 2,4 delle aziende prive di piani organici. Il welfare si configura quindi come un acceleratore di crescita, aumentando di oltre il 30% la capacità di attrarre nuovi talenti.

Alberto Dell’Acqua, Direttore Luiss Business School Hub Milano, ha commentato: «Il welfare aziendale sta evolvendo verso un modello fondato su benessere integrato, flessibilità organizzativa e digitalizzazione. La nostra analisi mostra come sia ormai una leva rilevante per la competitività. Pur essendo diffuso però presenta ancora ampi margini di sviluppo, in particolare nella sua dimensione più strutturata. L’evoluzione del lavoro e la crescente attenzione al benessere favoriranno ulteriormente il ricorso a strumenti di welfare, che nei prossimi anni assumeranno un ruolo sempre più significativo».

Nonostante i benefici evidenziati, la diffusione del welfare strutturato resta disomogenea. Se il 79% delle grandi imprese dispone di un piano organico, la quota scende al 32% tra le piccole aziende. Inoltre, circa il 30% delle imprese eroga servizi di welfare in forma informale, senza un piano strutturato, rinunciando così ai vantaggi di crescita e defiscalizzazione messi in luce dallo studio.

Ruggiero ha concluso: «Il welfare strutturato non deve essere visto come una complessità, ma come uno strumento di competitività accessibile. Le piccole imprese non hanno bisogno di fare di più, ma di farlo meglio: semplificare la normativa significa dare la possibilità alle aziende di ogni dimensione di attivare una delle leve di crescita più efficaci».