Innovazione

Grazie al Piano Transizione 5.0 i software diventano la leva sviluppo AI

15
Marzo 2024
Di Francesco Tedeschi

«L’approvazione del Piano Transizione 5.0, incluso nell’articolo 38 del DL PNRR, rappresenta un importante risultato, a lungo atteso da tutta la filiera italiana del software. Un traguardo che conferma l’impegno del Governo per accelerare la digitalizzazione del nostro sistema produttivo», lo ha detto ieri in audizione alla Camera Roberto Bellini, Direttore Generale di AssoSoftware, audito dalla V Commissione Bilancio nell’ambito della conversione del decreto-legge. Auditi  tra gli altri anche: Inail, Conforma, U.NA.P.P.A.-Unione nazionale professionisti pratiche amministrative, Fondazione RARA ETS, Conflavoro Pmi.

A differenza di quanto avvenuto in passato con il Piano Industria 4.0 il nuovo Piano, finanziato con oltre 6 miliardi di euro previsti dal nuovo Capitolo sul RepowerEu del PNRR, per la prima volta prevede incentivi specifici per le aziende che acquistano software gestionali. Secondo l’associazione si tratta di un grande risultato perché, per la prima volta, viene riconosciuto da parte delle istituzioni il ruolo del software come fattore abilitante per la transizione digitale del Paese. «In particolare – ha aggiunto il Direttore –  il nuovo Piano permetterà a tutte le imprese, in particolare a quelle PMI che oggi faticano a muoversi in un mercato sempre più competitivo, di incrementare gli investimenti nel software, che rappresenta la leva per lo sviluppo di tutte le tecnologie emergenti, a partire dall’Intelligenza Artificiale». 

Come è stato evidenziato dall’attività di ricerca dell’Associazione – svolta insieme agli Osservatori sulla Digital Transformation del Politecnico di Milano e al Data Lab della Luiss – le PMI più mature nell’utilizzo dei software gestionali risultano più competitive rispetto alle altre e registrano un tasso di crescita del fatturato e dell’Ebitda significativamente più elevato: in termini di fatturato e marginalità, con uno storico degli ultimi 5 anni, le aziende più digitalizzate rappresentano rispettivamente il 67% dei ricavi complessivi e il 79% dell’EBITDA.

Inoltre, con l’approvazione del Piano Transizione 5.0 gli investimenti sulla transizione digitale sono stati legati a quelli sull’efficientamento energetico della struttura produttiva e dei processi produttivi. A questo proposito, nella fase di attuazione del decreto-legge «sarà fondamentale definire in modo specifico la metodologia con la quale le imprese dovranno calcolare la riduzione, ottenibile attraverso l’acquisto di un software gestionale, dei consumi energetici».

«Proprio per questo – ha concluso Roberto Bellini – AssoSoftware è a disposizione delle Istituzioni per offrire il contributo di tutto il comparto in  termini di idee, esperienze e best practices anche alla luce dell’expertise maturata in questi  anni grazie alla collaborazione con gli Osservatori Digital Innovation della School of  Management del Politecnico di Milano che ha portato, a partire da quest’anno, alla nascita del primo Osservatorio dedicato al Software & Digital Native Innovation».