Innovazione
L’Europa rafforza la propria resilienza digitale
Di Virginia Caimmi
Nel pieno della crisi in Medio Oriente, lo scenario geopolitico globale si ridefinisce sotto la pressione di tensioni intrecciate tra sicurezza energetica, minacce informatiche e vulnerabilità delle infrastrutture strategiche. L’instabilità della regione alimenta i timori di interruzioni nelle forniture, in particolare di petrolio e gas, mentre cresce il rischio di attacchi cibernetici contro infrastrutture critiche. In questo contesto di incertezza, le minacce ibride non sono più ipotesi teoriche. Per l’Europa, la cui stabilità economica e politica dipende da reti energetiche e digitali interconnesse, la posta in gioco è particolarmente elevata.
In questo scenario, l’Unione europea accelera gli sforzi per costruire una resilienza tecnologica quale pilastro della propria autonomia strategica. Consapevole che la sicurezza oggi va ben oltre la difesa tradizionale, l’UE investe in infrastrutture digitali robuste, in grado di resistere tanto a minacce fisiche quanto a quelle informatiche. Al centro di questa strategia vi è la protezione e la modernizzazione dei cavi sottomarini, che trasportano oltre il 95% del traffico internet globale e sostengono sistemi finanziari, comunicazioni militari e servizi essenziali. Per far fronte a queste sfide la Commissione europea ha appena annunciato un pacchetto di investimenti da 200 milioni di euro nell’ambito del programma Connecting Europe Facility (CEF Digital). I fondi sono suddivisi in due bandi destinati a rafforzare le reti ad alta capacità, con particolare attenzione ai sistemi di cavi sottomarini. Il primo bando, del valore di 180 milioni di euro, è dedicato alla realizzazione di nuove infrastrutture dorsali e all’aggiornamento di quelle esistenti, con l’obiettivo di migliorarne sicurezza, capacità e resilienza. Le iniziative si inseriscono nelle priorità strategiche dell’Unione, tra cui i 13 Progetti di Interesse Europeo nel settore dei cavi, individuati come aree critiche in recenti analisi sulla sicurezza delle infrastrutture sottomarine. Il secondo bando, da 20 milioni di euro, sostiene progetti di “smart cables”, che prevedono l’integrazione di tecnologie avanzate di monitoraggio nelle infrastrutture esistenti. Tali sistemi consentono la raccolta in tempo reale di dati ambientali e operativi, migliorando le capacità di allerta precoce rispetto a minacce come attività sismiche, impatti del cambiamento climatico o interferenze intenzionali.
A complemento di questi investimenti, il Centro europeo di competenza per la cybersicurezza (ECCC) ha da poco lanciato un nuovo bando nell’ambito del programma Horizon Europe, incentrato su soluzioni crittografiche avanzate. Con una dotazione di 15 milioni di euro, l’iniziativa mira a preparare l’Europa alla transizione verso l’era post-quantistica, in cui gli attuali standard di cifratura potrebbero risultare obsoleti. Il bando incoraggia lo sviluppo di primitive crittografiche resistenti al quantum, anche attraverso approcci innovativi alternativi a quelli basati su reticoli, per rafforzare la sicurezza dei portafogli digitali e dei sistemi di autenticazione. Il programma pone inoltre l’accento su software crittografici ad alta affidabilità e strumenti di verifica formale, con l’obiettivo di integrare solide garanzie di sicurezza direttamente nella progettazione dei sistemi. Queste tecnologie sono fondamentali per garantire fiducia nei servizi digitali, soprattutto in un contesto in cui governi e imprese fanno crescente affidamento su applicazioni basate sull’intelligenza artificiale e sull’elaborazione intensiva dei dati. L’integrazione della robustezza crittografica nei processi di sviluppo software rappresenta un passo decisivo verso un ecosistema digitale resiliente.
In un contesto globale sempre più frammentato, l’Europa, investendo parallelamente in infrastrutture fisiche e cybersicurezza avanzata, cerca, da una parte, di rispondere alle minacce immediate, dall’altra, di gettare le basi per una resilienza di lungo periodo. In un’epoca caratterizzata da rischi ibridi in continua evoluzione, la capacità di proteggere sia le componenti tangibili sia quelle immateriali della connettività sarà determinante per il ruolo del Vecchio Continente nello scenario internazionale. Le proposte per il bando ECCC potranno essere presentate fino al 15 settembre dell’anno in corso, offrendo agli attori del settore un’opportunità cruciale per contribuire alla costruzione della prossima generazione di infrastrutture digitali sicure in Europa.





