Innovazione

Digitalizzazione delle Pmi, l’appello al governo per un cambio di passo radicale

18
Novembre 2023
Di Francesco Tedeschi

Ieri si è svolta a Milano la presentazione dello studio “Software nelle PMI: un motore d’innovazione per l’Italia” a cura degli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con AssoSoftware. La ricerca, giunta alla quarta edizione, analizza lo stato di digitalizzazione delle PMI italiane. E più in particolare il percorso di adozione e di trasformazione digitale identificandone lo stato di maturità, i benefici riscontrati e le sfide ancora da affrontare per la filiera e per il sistema paese.

Partendo dai dati del comparto per il 2022, la ricerca ha evidenziato come la filiera nel solo 2022 abbia impiegato oltre 137.000 persone nel Paese, generando un fatturato di 56,3 miliardi di euro, con una crescita del + 9% rispetto all’anno precedente; segnando, limitatamente ai software gestionali, una crescita mediamente più alta rispetto ad altre tipologie di servizio, +12% rispetto al 2021, per un totale di 22,4 Miliardi di euro, ovvero il 40% del fatturato di comparto complessivamente analizzato. Dopo l’accelerazione del post Covid-19, il 2022 ha portato alcune criticità come inflazione e crisi energetica: il mercato ha retto ed è cresciuto anche se a ritmo più contenuto.

Inoltre, lo studio ha dimostrato come una PMI su due (54%) abbia rivisto almeno un processo aziendale a seguito dell’introduzione di software, ma mancanza di incentivi e di formazione adeguata rallentano la crescita. A questo proposito il Presidente dell’associazione di categoria appartenente a Confindustria, Pierfrancesco Angeleri, ha dichiarato: «Se guardiamo oggi la storia di quanti incentivi sono stati messi sull’innovazione, pochissimi sono stati focalizzati sul software gestionale. Oggi è fondamentale che il governo sostenga concretamente, nell’ambito del nuovo Piano “Transizione 5.0”, la diffusione del software tra le aziende italiane, in modo da consentire a tutte le imprese, anche quelle medio-piccole, di adottare il software come elemento abilitante per la crescita e la competitività».

Peculiarità di questo studio, l’elaborazione di un particolare indice di maturità in base al quale i ricercatori sono stati in grado di determinare il grado di sviluppo digitale delle PMI analizzate. Stando all’indice elaborato dagli Osservatori Digital Innovation e AssoSoftware cresce di quattro punti percentuali in un anno (da 9% a 13%) il numero delle PMI che possono definirsi “avanzate” nell’utilizzo dei software gestionali.

Tra le PMI prese in esame – in tutto più di 500 – quelle più mature registrano un tasso medio annuo di crescita del fatturato significativamente più elevato. In termini di fatturato e marginalità, con uno storico degli ultimi 5 anni, le aziende più digitalizzate rappresentano rispettivamente il 67% dei ricavi complessivi e il 79% dell’EBITDA. In particolare i benefici più rilevanti riscontrati dalle PMI sono legati all’efficacia e la governance: maggior controllo sui processi (per l’83% del campione), riduzione degli errori (80%), maggiore visibilità e tracciabilità dei flussi di lavoro (79%).

«Nonostante le complessità emergenti il mercato del software ha registrato una crescita – ha ricordato in chiusura dell’evento Marina Natalucci, la ricercatrice capo dell’indagine -. I passi avanti intrapresi negli ultimi anni nella digitalizzazione hanno fatto leva proprio sul software come strumento per rendere le aziende resilienti agli shock di contesto, come l’emergenza sanitaria, e i benefici percepiti impongono oggi di non arretrare, rinforzando la necessità di una visione strategica su questo comparto economico».

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