Innovazione

Cavi sottomarini, l’Ue investe 347 milioni per rafforzare sicurezza e resilienza

10
Febbraio 2026
Di Giuliana Mastri

La tutela delle infrastrutture sottomarine torna al centro dell’agenda europea. La Commissione Ue ha approvato un nuovo pacchetto di investimenti da 347 milioni di euro destinato a rafforzare la sicurezza e la resilienza dei cavi sottomarini, considerati ormai un’infrastruttura critica per la sovranità tecnologica e la stabilità delle reti digitali continentali.

La misura mira esplicitamente al «rafforzamento della protezione dei cavi sottomarini da minacce intenzionali e sabotaggi diretti», destinando l’intera dotazione finanziaria a interventi mirati sulla sicurezza fisica e digitale di queste infrastrutture strategiche. I fondi rientrano nel programma di lavoro digitale del Meccanismo per collegare l’Europa (MCE) e si inseriscono in una strategia più ampia che punta a migliorare la cooperazione tra Stati membri e istituzioni comunitarie nella prevenzione dei rischi e nella risposta rapida a eventuali attacchi, inclusi quelli di natura cyber.

Secondo la vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, i nuovi investimenti rappresentano una base operativa per rafforzare l’azione europea in un contesto geopolitico sempre più instabile. «L’Unione europea continua a dimostrare di saper rispondere rapidamente alle minacce crescenti», ha dichiarato, sottolineando come l’approccio comune concordato con gli Stati membri consenta di individuare con maggiore precisione le vulnerabilità e le priorità di intervento. «Abbiamo definito insieme le aree che richiedono un rafforzamento immediato e continueremo a collaborare con Stati membri e stakeholder per contrastare le minacce e investire in queste infrastrutture critiche», ha aggiunto, ribadendo che i cavi sottomarini sono «fondamentali per la sovranità tecnologica e la resilienza delle nostre società connesse».

Accanto al tema della protezione, Bruxelles punta anche a colmare un altro nodo strategico: la capacità di riparazione dei cavi. La Commissione ha infatti lanciato un bando da 20 milioni di euro per potenziare le capacità europee di intervento in caso di danneggiamenti. Si tratta della prima fase di un progetto più ampio che interesserà tutti i principali bacini marittimi dell’Unione, dal Baltico al Mediterraneo fino all’Atlantico. Il progetto pilota partirà proprio dal Mar Baltico, area che negli ultimi anni ha registrato un numero crescente di interruzioni, confermando quanto queste infrastrutture possano essere esposte ad azioni ostili o incidenti mirati.

Nel quadro di lungo periodo, la Commissione ha inoltre individuato 13 aree prioritarie per progetti di interesse europeo sui cavi sottomarini, articolate su tre cicli quinquennali fino al 2040. L’obiettivo è finanziare in modo strutturale iniziative volte a rafforzarne la resilienza, utilizzando questi progetti come riferimento per i prossimi bandi del Meccanismo per collegare l’Europa e per la pianificazione delle risorse nel futuro quadro finanziario pluriennale.

Il messaggio che arriva da Bruxelles è chiaro: la sicurezza dei cavi sottomarini non è più una questione tecnica di settore, ma un pilastro della sicurezza economica, digitale e geopolitica dell’Unione europea.

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