di Paolo Bozzacchi

E' una delle prime nomine di peso (a parte quelle politiche) del nuovo governo Draghi. Cambia la guida dell'Esercito, e al generale Salvatore Farina in scadenza di mandato triennale succede il generale Pietro Serino, attuale capo di Gabinetto del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. 

La scelta si inserisce a pieno titolo nelle linee guida di politica estera "europea ed Atlantica" tracciate da Mario Draghi nel suo discorso d'insediamento al Senato. Che naturalmente hanno peso anche sul fronte interno lato difesa e sicurezza. Serini è romano, ha 60 anni e due figli. La sua carriera parla per lui ed è legato a doppio filo agli USA.

Inizia gli studi militari a 15 anni, quando si iscrive alla Nunziatella. Poi frequenta l'Accademia di Modena e lo US Army War College negli Stati Uniti. Consegue la Laurea ed il Master di secondo livello in Scienze Strategiche presso l'Università di Torino ed un secondo Master, sempre in Scienze Strategiche, presso l'US Army War College.

Promosso Generale di brigata nel 2008, nel triennio 2007-2010 detiene l'incarico di addetto per l'Esercito presso l'Ambasciata d'Italia a Washington. Successivamente comanda la Brigata Trasmissioni e dall'agosto 2011 è capo Reparto Pianificazione Generale e Finanziaria dello Stato Maggiore dell'Esercito. Promosso generale di divisione nel 2012, nel triennio 2013-2016 dirige l'Ufficio generale Pianificazione Programmazione e Bilancio dello Stato Maggiore Difesa.

Dal 2016 è generale di corpo d'armata. Dal febbraio 2016 al marzo 2017 presiede il Comitato guida per l'implementazione del Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa. Dall'1 febbraio 2017 al 30 ottobre 2018 coordina la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell'Esercito.

Poi riveste il ruolo di Capo di Gabinetto del MInistero della Difesa, prima col ministro Trenta e poi Guerini.

La prima sfida internazionale del nuovo Capo di Stato Maggiore chiamato a comandare quasi 100mila tra uomini e donne in divisa, potrebbe essere quella di assicurare e garantire uomini e mezzi adeguati per la probabile guida italiana (in attesa di conferma) della nuova missione NATO in Iraq, dalla quale gli Stati Uniti di Biden hanno già annunciato il disimpegno.

 

 
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