di Paolo Bozzacchi 

 

La ripresa ci sarà. A patto che non ci saranno nuove chiusure. Questo il trend del settore dei consumi “Out Of Home” in Italia (OOH), che secondo TradeLab farà registrare per il 2021 una ripresa a due cifre (+20%). Una crescita molto sostenuta, che comunque non compenserà pienamente le perdite fatte registrare nel 2020, annus horribilis della pandemia. 

Nei primi 4 mesi del 2021 gli italiani hanno speso ogni mese in media 2,5 miliardi di euro per i consumi fuori casa, per un totale di 10 miliardi. Nei mesi che ci separano da fine anno è prevista un’ulteriore spesa per 6,5-7 miliardi di euro, per un fatturato complessivo annuale del settore pari a 60 miliardi di euro (attorno al 4% del Pil nazionale).

Numeri a cui guardare con interesse, per capire meglio quale precisa direzione stia imboccando la strada della ripresa. E cui guardano con grande attenzione le oltre 730mila aziende italiane del settore, ancora alle prese con dilemmi, a seconda dei casi, tra riaprire o tenere chiuso, investire o aspettare. 

Dati nettamente migliori, quelli italiani, rispetto a quelli resi noti a giugno dall’Osservatorio Deloitte Global State of Consumer Tracker, che aveva pronosticato a livello globale una contrazione dei consumi out-of house del 25%, con un ritorno al consumo fuori casa contratto soprattutto perché alcune abitudini si sono comunque radicate durante il lockdown, anzitutto l’acquisto di prodotti alimentari freschi e cucinare a casa. Solamente il 15% dei consumatori ha indicato a Deloitte l’intenzione di tornare ad esempio al ristorante con una frequenza maggiore una volta che la crisi sanitaria sarà risolta, mentre il 40% pensa di ridurre questa attività. 

Ebbene il segnale che arriva dall’Italia è confortante. E testimonia la gran voglia di tornare alle buone vecchie abitudini. Anche quelle di consumo.

 

 

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