In Parlamento

Modifica Pnrr, Ciriani: Coerente usare Il Fondo di Sviluppo

06
Settembre 2023
Di Giampiero Cinelli

«L’utilizzo delle risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione per il Pnrr è coerente con la natura aggiuntiva del Fondo», indispensabile per la realizzazione Pnrr, ed è stato «già utilizzato nella misura di 15,6 miliardi ai fini del cofinanziamento». Lo ha detto il ministro per il rapporti con il Parlamento Luca Ciriani durante il question time, in cui ha parlato in sostituzione del ministro Raffaele Fitto, assente per impegni inderogabili. Come si intuisce, il tema è la modifica del Pnrr, con la rimodulazione degli obiettivi legati al pagamento delle rate.

L’opposizione tra i banchi della Camera borbotta perché, a onor del vero, la terza rata è stata approvata da Bruxelles ma non ancora erogata. Ciriani ha spiegato che «L’Italia otterrà il pagamento della terza rata di 18,5 miliardi di euro all’inizio del mese di ottobre. L’11 settembre prossimo – ha aggiunto – si terrà la riunione del Comitato Economico e Finanziario». Ad oggi siamo intorno al 34% di pagamento delle risorse messe a disposizione. «Quanto a destinare l’80% delle risorse al Sud, il governo si propone di portare a casa l’obiettivo», ha detto Ciriani.

La proposta di revisione del Pnrr riguarda 144 misure, «alcune modifiche formali, altre modifiche sostanziali per il mutato contesto. Alcune misure saranno spostate». Sono state avviate con la Commissione europea le prime interlocuzioni. Non si tratta secondo l’esecutivo di ritardi, ma di prassi. La Commissione europea, infatti, aveva dato l’ok in via preliminare alla relazione sugli obiettivi della terza rata. Per assicurarsi l’approvazione finale della richiesta di pagamento, il 28 agosto si è tenuta la riunione del Comitato di politica economica (Cpe) del Consiglio, relativa alla valutazione della Commissione, e l’11 settembre prossimo si terrà la riunione del Comitato economico e Finanziario per concretizzare l’erogazione dei 18,5 miliardi di euro che avverrà all’inizio del mese di ottobre.

Invece il 19 settembre il Consiglio Ue si pronuncerà sull’adozione del provvedimento di modifica della quarta rata. «In tal modo – specifica il ministro –, sarà possibile presentare già a partire dal 20 settembre la richiesta di pagamento della quarta rata di 16,5 miliardi di euro, consentendone la sua erogazione entro la fine del 2023».

Ciriani ci ha tenuto ad affermare che il governo cerca di mandare in porto una missione imponente, quella del Pnrr, che di per sé è molto complessa ed è partita con difficoltà, concernendo anche decine di riforme strutturali senza le quali gli obiettivi tecnici non basterebbero ad assicurarsi i prestiti. «Al 27 ottobre 2022 gli obiettivi per la quarta rata non erano tutti raggiunti». Si è scelto di modificarne 11 di 27 e quanti ne restano fuori, seppur molto importanti, come quelli inerenti alla sicurezza e al welfare locale, si adattano ad essere gestiti attraverso i fondi territoriali.