In Parlamento

Marta Leonori (PD): «Restituire ai giovani “il diritto al futuro”»

22
Settembre 2022
Di Alessandro Cozza

A tre giorni dal voto focus su valorizzazione dei giovani e parità salariale, pilastri del PNRR. The Watcher Post intervista Marta Leonori, candidata per il Partito Democratico al Senato nel collegio plurinominali del Lazio P01.

Marta Leonori

Eletta nel 2018 tra le fila dalla maggioranza che oggi con Nicola Zingaretti governa la Regione Lazio, è la capogruppo del PD in consiglio regionale. Prima ancora parlamentare e Assessore alle attività produttive di Roma. Come si è composto in questi anni il bagaglio di esperienze che Marta Leonori si sta portando in questa nuova campagna elettorale e vorrebbe portare nel prossimo Parlamento?
«Dopo anni di studio e lavoro sui grandi progetti politici ed amministrativi, nelle ultime due esperienze amministrative ho avuto la possibilità di lavorare sulle necessità dei cittadini e dei tessuti produttivi di comunità molto estese e variegate come il Comune di Roma e la Regione Lazio. Sono state esperienze preziose: l’ascolto delle istanze dei territori e delle categorie, il lavoro legislativo per rispondere con strumenti concreti a problemi reali, gli interventi a sostegno delle fasce più deboli e a difesa dei diritti, in un periodo complicatissimo come quello della pandemia. Un bagaglio enorme, insomma, che mi ha arricchito dal punto di vista umano prima ancora che politico».

La protezione e valorizzazione dei giovani rappresenta uno dei temi più importanti che il prossimo Esecutivo dovrà affrontare, nonché uno degli obiettivi trasversali del PNRR. Quali sono le misure indispensabili da mettere in campo per garantire un Paese più̀ pronto e adatto a rispondere alle esigenze e alle aspettative delle nuove generazioni?
«Partiamo da un dato: nel 2020 sono stati 24mila i giovani laureati che hanno lasciato l’Italia per trovare la loro strada all’estero. Se ne aggiungiamo altrettanti, che magari non hanno un titolo accademico, ma che hanno preferito comunque lasciare l’Italia per trovare un lavoro dignitoso e pagato adeguatamente, è evidente che noi stiamo perdendo intere generazioni. Noi vogliamo restituire a questi ragazzi il “diritto al futuro”, il diritto a costruirsi un percorso di vita nel luogo dove hanno le radici. Vogliamo farlo attraverso l’azzeramento dei contributi per le assunzioni a tempo indeterminato dei giovani fino a 35 anni e norme più severe sull’applicazione dei contratti atipici, che spesso, insieme agli stage gratuiti, nascondono vere e proprie forme di sfruttamento. Lo faremo attraverso una dotazione di 10.000 euro, erogata al compimento dei 18 anni sulla base dell’ISEE familiare, per aiutarli nelle spese di avviamento ad una vita autonoma, ad esempio alleggerendo le spese per una casa propria, oppure per proseguire il percorso di istruzione e l’avvio di un’attività lavorativa. Crediamo fermamente, infine, che la loro voce debba essere sempre più presente nel dibattito pubblico».

La Regione Lazio ha deciso di fronteggiare in maniera concreta il “caro bollette” coprendo i costi delle bollette degli inquilini delle case Ater. La formula non è chiaramente replicabile a livello nazionale, ma quali possono essere le proposte a livello nazionale per fronteggiare questa emergenza?
«L’aumento del costo dell’energia è la vera emergenza di queste settimane. Come al solito la destra la sta utilizzando in campagna elettorale per far leva sulla legittima rabbia dei cittadini, ma senza uno straccio di proposta. È indubbio che sia necessario con urgenza un tetto al prezzo del gas come misura immediata. Il Partito Democratico ha inoltre proposto di separare nella bolletta elettrica i costi da fonti rinnovabili, che non sono aumentati, da quelle da fossili, che invece sono quadruplicati, in modo da evitare profitti ingiustificati e abbassare le bollette. Poi abbiamo chiesto il raddoppio del credito d’imposta per le imprese e l’introduzione di una ‘bolletta luce sociale’, che consenta il dimezzamento dei costi per le famiglie in difficoltà. A tutto questo dobbiamo unire un deciso cambio di passo sullo sviluppo delle energie da fonti rinnovabili in modo da evitare future crisi energetiche scatenate da speculazioni internazionali».

In questi anni si è tanto impegnata per indirizzare l’attività di governo della Regione a favore della parità di genere. Tra le altre cose, a maggio di quest’anno, la giunta della Regione Lazio ha approvato il regolamento regionale sulla parità salariale, in attuazione e integrazione della legge regionale 10 giugno 2021, n. 7, “Disposizioni per la promozione della parità retributiva tra i sessi, il sostegno dell’occupazione e dell’imprenditorialità femminile di qualità nonché per la valorizzazione delle competenze delle donne”. Questa è solo una delle iniziative messe in campo. Da dovrà partire il nuovo parlamento per investire sulla parità di genere e raggiungere l’obiettivo della parità salariale tra uomo e donna?
«Innanzitutto occorre partire dalla definizione del valore sociale dell’attività di cura: una rete di servizi che possa alleggerire i carichi di cura della famiglia, dei figli e delle attività casalinghe che sono tradizionalmente – e questo è ancora un retaggio culturale patriarcale che per fortuna sta evolvendo, soprattutto svolti dalle donne. È un passo decisivo per la parità di accesso al mercato del lavoro. Allo stesso modo dobbiamo ripartire da una legge sulla co-genitorialità, con la parità nei congedi di maternità e paternità e una serie di agevolazioni lavorative che possano consentire a entrambi i componenti della coppia genitoriale di prendersi cura dei figli. Da questi primi passi può partire un percorso che ci può portare in breve tempo alla concreta parità salariale e alle pari opportunità di carriera».

La scorsa settimana alcune indiscrezioni stampa relative al nuovo Piano nazionale Aeroporti, riferivano della possibile chiusura dell’Aeroporto di Roma Ciampino a favore dell’apertura di un nuovo scalo a Frosinone. Quale pensa possa essere l’impatto di questa possibile soluzione sul flusso turistico verso il nostro Paese, anche alla luce dei prossimi grandi eventi come Expo e Giubileo?
«Gli ultimi anni, caratterizzati da una pandemia, una guerra ancora in corso alle porte dell’Europa e da una crisi climatica ed energetica senza precedenti, hanno influito molto anche sui comportamenti e gli stili di vita delle persone, non solo in Italia. Stanno cambiando le nostre abitudini nei consumi e nelle scelte: c’è un’attenzione maggiore alla sostenibilità e alle ripercussioni su ambiente e società delle nostre scelte. Tutto questo influisce anche sulle scelte strutturali, e così la necessità o meno di nuovi aeroporti, piuttosto che l’ampliamento e l’ammodernamento degli esistenti, non può prescindere dall’impatto che hanno sul territorio. Il tema del trasporto aereo al servizio di una grande capitale mondiale come Roma ha bisogno, come tutti gli altri ambiti nei quali decliniamo il concetto di città, di una riflessione incentrata sul futuro».