Food

Premiata a New York la Fondazione Illy, tutti uniti per la sostenibilità

04
Maggio 2022
Di Giampiero Cinelli

La Fondazione Ernesto Illy, ente che fa capo alla nota azienda triestina produttrice di caffè, è stata premiata a New York nella cerimonia organizzata dalla NIAF (Fondazione Nazionale Italo-Americana). A ricevere il riconoscimento Anna Illy, Presidente della Fondazione Ernesto Illy e Chief Ethical Officer di illycaffè. All’evento hanno preso parte più di 700 persone, richiamati da un’organizzazione che conta oltre 25 milioni di italoamericani, decisi a conservare e tramandare negli Usa i valori e le tradizioni culturali nostrane. Scopo del Gala è attestare i meriti di coloro che si sono distinti nel loro campo. Alla Fondazione Ernesto Illy è stato dato atto dell’impegno etico a favore della sostenibilità.

Anna Illy

La Fondazione Ernesto Illy è una corporate foundation, che svolge attività filantropica a integrazione del modello di business sostenibile della illycaffè, secondo i principi della stakeholder company e della società benefit. La finalità quella di ideare e implementare una serie di progetti globali in ambito scientifico, educativo e culturale che diano impulso ai 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Divulgare la cultura del caffè insieme a quella agroalimentare, nel ricordo di Ernesto Illy, scomparso nel 2008. Anna Illy ha dichiarato: «Sono molto felice del premio. L’idea nasce nel 2008 con la volontà di portare avanti gli insegnamenti di mio padre Ernesto, contribuendo al progresso della società, condividendo conoscenza in materia di economia rigenerativa e impresa sostenibile con le comunità scientifiche e imprenditoriali nazionali ed internazionali, del mondo agroalimentare ed enogastronomico».

Ma come si fa oggi a essere definiti un’azienda etica? I parametri vengono fissati da agenzie ad hoc, una delle principali è la Etisphere, che ogni hanno stila una lista delle imprese meritevoli. Nel 2022 vi sono annoverate 136 organizzazioni e 45 industrie su 22 nazioni. Tra i requisiti utili alla valutazione ci sono ad esempio lo sviluppo sociale e ambientale, la creazione di una sana cultura aziendale, l’attenzione alla sicurezza, alla formazione e alla comunicazione. Tutte queste caratteristiche devono poi coniugarsi con un effettivo ritorno positivo degli investimenti che viene considerato. E cosa può fare nel concreto un’azienda del settore food? Una volta ottenuta la classificazione di B-Corporation (azienda benefit), ogni hanno pubblicherà una relazione sull’impatto. Rendendo conto di vari programmi come quello sulla decarbonizzazione, sul mantenere fertili le zone dove si opera, sul riciclo, oltre ai progetti di formazione e divulgazione della produzione sostenibile, anche con partership locali, internazionali e istituzionali. Le aziende italiane hanno certamente il potenziale per farlo e ve n’è la prova.

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