Fill the gap

In Cdm la riforma delle Stem, la scuola al passo col progresso

15
Settembre 2023
Di Giuliana Mastri

Lunedì in Cdm il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara porterà la riforma che pone nuove linee guida nel settore Stem, ossia l’insieme delle materie matematiche, scientifiche, tecniche e digitali. Il provvedimento, un decreto, secondo il ministro è indispensabile affinché si riesca a far incontrare meglio l’offerta e la domanda di lavoro, in comparti dove in alcuni casi le aziende non riescono a trovare personale con adeguate competenze, pur garantendo occupazione stabile e ottimi stipendi. Il rinnovamento serve anche alla riqualificazione del meridione e va di pari passo con gli obiettivi del Pnrr, assieme agli altri interventi del tempo pieno e dei tutor in via di definizione.

Valditara dice di voler colmare il gap esistente tra gli istituti tecnici professionali europei e quelli italiani. Tutte le competenze e conoscenze necessarie, se ce ne sarà bisogno in mancanza di profili scolastici adatti (fermo restando appositi corsi di formazione per gli insegnanti) verranno trasmesse da manager di imprese private, nell’ottica di saldare il filo diretto tra istruzione e ambiente lavorativo, secondo la formula del 4+2, dove il due sono gli anni da trascorrere negli Istituti Tecnici Superiori, spesso finanziati dagli imprenditori stessi. Il piano prevede anche un perfezionamento dell’alternanza scuola-lavoro e lo sviluppo dei laboratori.

I fondamentali. Qualche anticipazione

Le linee guida Stem si applicheranno sin dalla scuola dell’infanzia, fino ad arrivare alle superiori. Alcuni degli obiettivi sono:

  • Adozione di metodologie innovative, con una didattica che parta sempre più dalla realtà per arrivare alla teoria; attività di orientamento per individuare i talenti e le capacità di ognuno e supportare gli studenti e le famiglie nella scelta del percorso formativo.
  • Sviluppo delle competenze digitali e del pensiero computazionale. coinvolgimento degli studenti in progetti pratici e laboratoriali, maggiore utilizzo del problem solving.
  • Ricorso alla pianificazione individuale per la scelta degli argomenti di studio, anche in base alle preferenze dello studente; organizzazione di gruppi di lavoro per una didattica cooperativa.
  • Sviluppo del pensiero critico dei ragazzi di fronte alle sfide poste dalla società digitale.
  • Acquisizione di competenze tecniche specifiche attraverso l’utilizzo di strumenti e attrezzature, in laboratorio, in classe o “sul campo”.

Per la fascia 0-6 anni, il potenziamento delle Stem si dovrà realizzare attraverso attività educative che incoraggiano il bambino ad un approccio matematico-scientifico-tecnologico al mondo naturale e artificiale che lo circonda.

I concorsi annuali

Per implementare il cambio di paradigma ci vogliono le risorse umane. Ecco perché il ministero dell’istruzione ha pensato a concorsi annuali per il reclutamento dei docenti. Così Valditara: «Nell’avviare un’importante stagione di concorsi a livello annuale a cavallo dell’estate sarà bandito un concorso riservato a chi ha prestato almeno 3 anni negli ultimi 5 o che abbia conseguito i 24 Cfu. Inoltre intendiamo favorire l’accesso dei docenti precari ai percorsi di abilitazione. Il governo vuole assicurare agli studenti un innalzamento della qualità dell’offerta formativa, obiettivo che vogliamo raggiungere senza dimenticare l’esigenza di garantire la continuità didattica e il più alto numero possibile di docenti di ruolo in cattedra in modo da ridurre il fenomeno del precariato».