Fill the gap

Accordo preliminare su un nuovo fondo sociale Ue

27
Febbraio 2026
Di Giampiero Cinelli

Parlamento europeo e Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio sul nuovo Fondo sociale europeo Plus (FSE+), lo strumento che nel quadro finanziario pluriennale 2021-2027 sosterrà inclusione sociale, occupazione e contrasto alla povertà con una dotazione complessiva di 87,995 miliardi di euro a prezzi 2018.

L’intesa rafforza in modo significativo l’attenzione verso bambini e giovani. Nei Paesi in cui la quota di minori ad alto rischio di povertà supera la media dell’Unione, almeno il 5% delle risorse dovrà essere destinato a misure che garantiscano parità di accesso a sanità gratuita, istruzione gratuita, servizi per l’infanzia, alloggi dignitosi e alimentazione adeguata. Anche gli altri Stati membri saranno chiamati a riservare parte dei fondi al contrasto della povertà infantile.

Un capitolo centrale riguarda la disoccupazione giovanile, aggravata dalla crisi pandemica. Tutti i programmi nazionali dovranno prevedere interventi mirati, mentre nei Paesi in cui il tasso di giovani che non studiano, non lavorano e non sono in formazione (NEET) supera la media europea, almeno il 12,5% delle risorse sarà destinato a misure specifiche. Tra queste rientrano percorsi di istruzione e formazione professionale, apprendistati e strumenti per favorire la transizione dalla scuola al lavoro.

Il Parlamento ha inoltre ottenuto l’introduzione di una quota minima obbligatoria per il contrasto alla povertà estrema in ciascuno Stato membro. Almeno il 3% delle risorse dovrà essere destinato agli aiuti alimentari e all’assistenza materiale di base, oppure a interventi contro la deprivazione materiale, intesa come l’impossibilità di far fronte a spese impreviste, garantire un riscaldamento adeguato, pasti nutrienti o l’acquisto di beni durevoli essenziali.

Una quota significativa, pari al 25% dei finanziamenti, sarà riservata all’inclusione sociale, comprese le misure per l’integrazione socio-economica dei gruppi svantaggiati e dei cittadini di Paesi terzi. L’accordo prevede inoltre risorse adeguate per il rafforzamento delle capacità delle parti sociali negli Stati membri e introduce garanzie affinché tutti i progetti finanziati rispettino pienamente i diritti fondamentali.

Il relatore David Casa (PPE, Malta) ha commentato che «oggi è un buon giorno per Europa. Abbiamo deciso di sostenere lavoratori, giovani, bambini e studenti con quasi 90 miliardi di euro». Ha aggiunto di essere fiducioso che le risorse «saranno destinate a coloro che ne hanno davvero bisogno: le persone senza lavoro, coloro che vogliono migliorare le proprie capacità, i bambini in condizioni di povertà e i giovani a cui dovrebbero essere date tutte le opportunità di lavorare, formarsi e studiare». A suo giudizio, si tratta di «un chiaro esempio di come l’Unione Europea abbia un impatto concreto e positivo nella vita dei suoi cittadini».

L’accordo dovrà ora essere formalmente approvato dal Parlamento europeo in seduta plenaria e dal Consiglio. Il FSE+, che riunisce in un unico strumento l’attuale Fondo sociale europeo, l’Iniziativa per l’occupazione giovanile, il Fondo di aiuti europei agli indigenti, il programma per l’occupazione e l’innovazione sociale e il programma europeo per la salute, punta a rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione, proseguendo una tradizione di investimento sulle persone che dura da oltre sessant’anni.