Esteri

Nato, Tajani e Crosetto in audizione su risultati e spese militari

19
Luglio 2023
Di Giampiero Cinelli

Tajani e Crosetto hanno riferito alle Commissioni riunite delle Camere in merito all’ultimo vertice della Nato a Vilnius. Dall’intervento del ministro degli Esteri è emerso un rafforzamento dell’assetto anti-russo con ulteriori forze sul fianco est, sviluppi sul processo di adesione della Svezia, «dimostrata anche dalla disponibilità del presidente turco Erdogan», oltre alla proroga del mandato di Stoltenberg a capo dell’organizzazione.

Crosetto ha ricordato che l’Italia è impegnata a est in Bulgaria e Ungheria in circa 3.000 unità, figurando tra i primi contributori in quel quadrante. Ma le truppe coprono anche in Lettonia, in Romania, assicurando difesa aerea integrata con lo schieramento di una batteria Sampt-in Slovacchia e con l’impiego di una nave con capacità di difesa aerea e missilistica in Polonia. Inoltre, è stato sottolineato l’impegno dell’Italia nel favorire un’attività strategica anche sul fronte sud europeo, mentre i Paesi dell’est miravano ad affermare soltanto la centralità del fianco orientale.

Ettore Rosato del gruppo Azione-Italia Viva durante il suo intervento ha sottolineato come nel corso degli anni si sia sottovalutato l’espansione di Wagner in Africa e solo l’invasione dell’Ucraina ha reso palese la loro forza e capacità operativa. «L’operazione che stanno compiendo ora i cinesi è analoga ed è importante in tal senso non abbassare il livello di guardia, anche perchè le dimensioni potrebbero essere molto diverse».

Crosetto ha allora esplicitato le questioni della spesa militare, che è stato chiesto dagli Stati Uniti di stabilire a un 2%, ma in realtà senza un limite temporale. Così il ministro della Difesa: «Al momento i nostri piani nazionali prevedono che l’Italia si attesterà nel 2023 all’1,46% per poi scendere all’1,43% nel 2024: una tendenza in negativo e come si può constatare siamo molto lontani dal 2%. Quest’anno – ha continuato Crosetto – l’obiettivo del 2% verrà raggiunto da undici Paesi a cui se ne aggiungeranno nel 2024 altri otto e altri negli anni successivi. In un’ipotetica graduatoria, l’Italia si candida al 24esimo posto per le spese per la Difesa». L’anno del raggiungimento del 2% di spesa non è ancora certo, ma potrebbe essere il 2028».

Il ministro non ha negato il timore che il nostro Paese possa essere l’ultimo a raggiungere l’obiettivo, una cosa che lo rammarica e che a suo avviso «non ci possiamo permettere vista la rilevanza strategica dell’Italia e il suo peso nel mondo», ma al contempo ha anche chiarito che la composizione della spesa nel bilancio non è di sua diretta influenza, potendo egli al massimo proporre. Guido Crosetto ha quindi aggiunto che l’obiettivo comunque non va accantonato in quanto importante per la difesa dell’Italia stessa oltre che degli alleati, sottolineando, che secondo lui dei livelli adeguati nella capacità di difesa nazionale verranno raggiunti proprio attraverso il perseguimento degli standard Nato al di là di quelli decisi internamente.

Antonio Tajani ha aggiunto: «L’aumento delle spese per la difesa dovrà essere sostenibile e graduale. e si dovrà «tenere conto del contributo complessivo degli alleati». Ad ogni modo secondo Tajani il vertice «ha consolidato l’Alleanza, unita di fronte agli sconvolgimenti in Europa. Una tappa importante per le sfide che fronteggiamo. La sicurezza euroatlantica non è divisibile».

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